03.17.08
Almeno 18 anni per Manhunt 2
Pubblicato da Massi

Dopo un iter tormentato si conclude in Gran Bretagna la vicenda per l’autorizzazione del videogioco prodotto dalla Rockstar, accusato di essere troppo violento e diseducativo. Il titolo si potrà vendere ma solo ai maggiorenni. E sugli effetti dei videogame il dibattito rimane aperto.
La storia di questo videogioco è stata infatti piuttosto tormentata. A giugno del 2007 il British Board of Film Classification (BBFC) vieta la vendita del gioco, giudicandolo troppo violento e pieno di riferimenti gratuiti all’uso di tabacco. La casa produttrice sottopone allora ManHunt 2 ad alcune modifiche, ma gli interventi non bastano, tanto che il BBFC boccia nuovamente il videogame a ottobre dello stesso anno. A quel punto la Rockstar decide di agire per vie legali e si appella all’Alta Corte britannica. Poi arriva la decisione del Video Appeals Committee (VAC): ManHunt 2 potrà essere venduto, ma dovrà portare il bollino +18.La BBFC, che ha spinto per ottenere almeno il divieto ai minorenni, esprime comunque un giudizio negativo sul videogioco della Rockstar. Come ha dichiarato David Cooke, direttore dall’agenzia, “ci siamo opposti per ben due volte perché, dopo complesse considerazioni, abbiamo ritenuto questo gioco pericoloso. Ora che il Video Appeals Committee ha espresso il suo giudizio, non possiamo che dare il via libera, ma abbiamo imposto il divieto ai minorenni”.
Alla Rockstar, invece, la decisione è stata accolta positivamente. Ammettendo l’opportunità della limitazione, un portavoce dell’azienda ha dichiarato: “Siamo comunque soddisfatti che il Video Appeals Committee abbia confermato la sua decisione. La Rockstar è impegnata a produrre intrattenimento interattivo di qualità, e a venderlo responsabilmente”.
La posizione del governo
Nel merito della vicenda, il governo britannico ha già fato sapere di non volere intervenire, ritenendo la materia di esclusiva competenza di BBFC e VAC. Un portavoce del dipartimento cultura, media e sport, ha dichiarato al sito GamesIndustry.biz che “la classificazione di ManHunt non ci riguarda. Al governo interessa solo stabilire se esistono legami tra l’utilizzo di videogiochi violenti e comportamenti analoghi nella vita reale. E per adesso questo non è dimostrato“.
L’esecutivo britannico sembra comunque avere a cuore l’argomento, visto che il primo ministro in persona ha incaricato la dottoressa Tanya Byron di guidare un gruppo di ricerca che stabilisca, il più chiaramente possibile, quali sono i condizionamenti prodotti dall’intrattenimento digitale sui bambini e quali potrebbero essere le soluzioni per evitare l’esposizione dei minori a spettacoli violenti. “I risultati della ricerca – assicura il portavoce del dipartimento– saranno pubblicati nel più breve tempo possibile e tutti i ministri competenti terranno nella giusta considerazione le indicazioni in essa contenute”.
Nell’attesa, comunque, niente ManHunt per chi non ha ancora diciott’anni.
FONTE: visionpost.it






































