Posted by: Mirko on: Sabato, Luglio 12, 2008

Entro agosto dovrebbe entrare in funzione il grande acceleratore di particelle del CERN (European Organization for Nuclear Research) di Ginevra: il Large Hadron Collider (LHC), un anello di ben 27 km, in cui verranno “sparate” particelle a velocità prossime a quella della luce (circa 300.000 km/s).
La decisione definitive è stata presa durante il 147esimo meeting del Council del CERN, in seguito alle notizie relative ai progressi verso il momento dell’accensione dell’acceleratore di particelle, fiore all’occhiello del Laboratorio. Il gennaio scorso sono cominciate le operazioni di collaudo, con il raffreddamento del primo degli 8 settori, e oggi il CERN ha dichiarato che “5 settori hanno già raggiunto, o sono vicini a raggiungere, la temperatura di operazione di 1.9 gradi sopra lo zero assoluto e i rimanenti 3 si stanno avvicinando a questa temperatura. Quando tutti i settori saranno raffreddati si completeranno i test elettrici in tempo per l’arrivo dei primi fasci, attualmente previsto per agosto”.
Robert Aymar, Direttore generale del Cern, ha detto che “il raffreddamento sta procedendo bene, e ci aspettiamo di giungere quanto prima alla partenza di Lhc”. “L’energia delle collisioni di Lhc – ha sottolineato il grande ente di ricerca europeo – è però modesta se comparata all’ energia dei protoni provenienti dai raggi cosmici che attraversano l’atmosfera terrestre da miliardi di anni”. “Lhc è l’acceleratore di particelle più potente al mondo – ha detto ancora Aymar – ma l’Universo ne possiede di molto più potenti. Lhc ci consentirà così di studiare nel dettaglio e sotto condizioni controllate ciò che la natura sta già facendo da miliardi di anni”.
“Questo fatto rappresenta un gran motivo di orgoglio per la comunità scientifica italiana, in quanto nel nostro paese sono state sviluppate numerose fasi della costruzione, inoltre gli scienziati italiani giocheranno un ruolo primario nell’analisi dei dati ottenuti da Lhc”, ha commentato Roberto Petronzio, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e delegato scientifico del Council del Cern.
Lhc è stato sottoposto a una gran mole di test, sia di sicurezza che di impatto ambientale: l’ultimo di questi riguarda l’esistenza o meno di pericoli collegati alla creazione di nuove particelle, ed è stato proprio questo aspetto ad essere discusso dal Council nell’ultimo meeting: il responso è che non ci sono motivi di preoccupazione per gli scienziati del Cern. Il Report e’ stato redatto da un gruppo di scienziati del Cern, dell’Universita’ di Santa Barbara in California e dell’Istituto per la Ricerca Nucleare dell’Accademia delle Scienze della Russia. Il Report, inoltre, e’ stato approvato dal Scientific Policy Commitee (Spc), una commissione che fornisce raccomandazioni al Cern sulle questioni scientifiche.
Il Presidente del Council, Torsten Akesson ha affermato: “è stato giusto da parte del Direttore Generale prevedere un formale studio specifico sulle questioni della sicurezza, che esaminasse anche gli scenari piu’ improbabili”, e ha aggiunto: “questo nuovo rapporto giunge alla conclusione che non esistono rischi”. Per ulteriori informazioni, il sito del CERN è: www.cern.ch
FONTE: voceditalia.it
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