
Giovedì, a Tokyo, l’Unione Europea e 22 dei 27 Stati che la compongono – tra i quali era presente anche l’Italia – hanno firmato l’Anti-Counterfeiting Trade Agreement, un trattato plurilaterale contro la pirateria informatica. Ratificato da Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Marocco, Singapore e Corea del Sud.
La firma del trattato, però, non è ancora vincolante: perché l’ACTA sia ratificato occorre il voto del Parlamento Europeo di Strasburgo. Un’approvazione quasi scontata, considerando che soltanto 5 Paesi dell’Unione si sono rifiutati di firmarlo. Un trattato pericoloso perché estende il concetto di proprietà intellettuale a internet.
In sostanza, l’ACTA prevede la creazione d’un organismo sovranazionale sulla falsariga della World Trade Organization (WTO) che bypassi le leggi statali per ampliare la validità del diritto d’autore a qualunque membro. Negoziato in segreto mette a rischio la libertà d’espressione: non può essere contestato dalle autorità nazionali. Continua a leggere
