Collegamento in fibra ottica da 1Terabit/s, il record è stato fissato a Pisa

La notizia arriva direttamente dai ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna diPisa che, in collaborazione con il Laboratorio Nazionale di Reti Fotoniche delCNIT (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni) e grazie anche all’appoggio di Ericsson, nel corso delle ultime ore hanno fatto sapere di aver fissato un importante record, tanto per l’Italia quanto per l’intero settore dell’IT, riuscendo atrasmettere dati ad una velocità pari a ben 1000 gigabit per secondo, ovvero 1 Terabit per secondo, andandosi quindi a configurare come un nuovo ed importantissimo passo avanti nella trasmissione dei dati telematici tramite fibra ottica.

Il record, però, pur essendo stato raggiunto a Pisa e, sopratutto, sfruttando apparecchiature progettate e realizzate nel Bel paese, è stato messo a segno conseguenzialmente a tutta una serie di test condotti in Spagna appoggiandosi alla rete messa a disposizione dall’operatore Telefonica, coprendo una distanza di trasmissione pari a circa 300 Km ed ottenendo un risultato corrispondente a 448 Gigabit al secondo per canale superato poi dall’esperimento che ha portato la velocità a quota 1Terabit/s.

La presentazione della buona riuscita dell’esperimento e dell’importante traguardo raggiunto è poi avvenuta a Los Angeles in occasione della “Optical Fiber Communication Conference annd Exposition and the National Fiber Optic Engineers Conference”.

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UE, nasce il centro che lotta contro la cybercriminalità

Il cybercrimine è una realtà che, purtroppo, risulta oramai ben affermata da diverso tempo a questa parte e verso la quale, specie durante l’ultimo periodo, si sta dedicando sempre maggiore attenzione, così come testimonia anche la recente intervista a Shawn Henry, uno dei massimi esponenti dell’FBI.

A tal proposito, nel corso delle ultime ore, la Commissione Europea ha proposto l’istituzione di un apposito polo impegnato nella lotta alla cybercriminalità, un centro, denominato European Cybercrime Centre (EC3), che verrà inaugurato il primo gennaio del 2013 e sarà collocato presso la sede dell’Europol dell’Aia, avente l’obiettivo di proteggere tanto i cittadini quanto le aziende dalla criminalità informatica, così come sancito anche mediante l’apposito comunicato diramato.

Il centro, nel dettaglio, andrà a concentrarsi sulle attività illegali online svolte da gruppi della criminalità organizzata, in particolar modo quelle che generano ingenti proventi illeciti come nel caso delle frodi mediante l’abuso di carte di credito e coordinate bancarie. Continua a leggere

ACTA, ultima parola al Parlamento Europeo sulla controversa norma contro pirateria e contraffazione

La Commissione per il Commercio Internazionale dell’UE ha bocciato una proposta che chiedeva l’esame preliminare da parte della Corte di Giustizia Europea dell’ACTA. La tanto discussa normativa internazionale contro la contraffazione e la pirateriasarà dunque votata dal Parlamento Europeo il prossimo giugno, come previsto. Per i sostenitori della causa anti-ACTA, che da mesi si battono contro il pericolo che questo pacchetto di norme rappresenta per la libertà di espressione in Rete, si tratta di una buona notizia.

Non dovendo aspettare il giudizio della Corte di Giustizia, che avrebbe di fatto congelato qualsiasi discussione sul tema per un anno e mezzo, i membri del Parlamento Europeo avranno infatti la possibilità di esprimere un parere preciso su ACTA e bocciare definitivamente quel pastrocchio normativo che pare stia suscitando sempre più dubbi anche dalle parti di Strasburgo. Continua a leggere

Carpathia Hosting non può più permettersi di conservare i dati di Megaupload

Carpathia-Hosting

La Motion Picture Association of America (MPAA), ne parlavamo pochi giorni fa, vuole che i dati di Megaupload – ben 25 petabyte di contenuti caricati da oltre 66 milioni di utenti – vengano conservati indefinitamente. L’associazione, però, non ha fatto i conti con la Carpathia Hosting Inc., una delle due società proprietarie dei server che stanno ospitando tutto quel materiale al costo di circa 9.000 dollari al giorno: dalla chiusura di Megaupload, a gennaio, nessuno si è preoccupato di pagare gli oltre 1.100 server, accumulando così un debito da più di 500 mila dollari.

Ora, anche alla luce della richiesta della MPAA, Carpathia ha presentato una mozione d’urgenza alla corte federale della Virginia chiedendo di esprimersi sulla questione. Tre le possibilità proposte dall’azienda: saldare il debito accumulato e ripristinare i pagamenti futuri, trasferire altrove tutto il materiale o autorizzare le parti interessate ad accedere ai file per un breve periodo – utenti compresi, magari con una riapertura temporanea del sito – e successivamente permetterne la cancellazione definitiva.

La mozione dovrebbe essere discussa in tribunale il mese prossimo, quindi almeno fino a quel momento i dati degli utenti, legali o illegali che siano, resteranno al sicuro, mentre il debito nei confronti di Carpathia Hosting salirà ulteriormente e si avvicinerà sempre di più al milione di dollari.

FONTE: DownloadBlog

Twitter conferma il bug dell’unfollow casuale: il fix è in arrivo

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Se siete utenti di Twitter avrete sicuramente notato un fastidioso bug che vi fa smettere di seguire qualcuno senza alcun motivo apparente, in maniera del tutto casuale e senza chiedere il vostro intervento. E, ovviamente, vi fa perdere anche qualche follower.

Ora Twitter, dopo le segnalazioni giunte nel corso degli ultimi mesi, ha confermato l’esistenza di questo problema ed ha rivelato di essere già al lavoro per correggerlo (qui trovate qualche informazione in più), anche se non ha reso noto con che tempistiche lo farà.

Nell’attesa, se qualcuno ha smesso di seguirvi non andate in paranoia, potrebbe essere colpa del bug. Se invece volete smettere di seguire un utente con cui avete scambiato qualche tweet ed è diventato troppo molesto, potete farlo e dare la colpa al bug nel caso in cui vi chieda spiegazioni. Ancora per poco tempo, però.

FONTE: DownloadBlog

Chrome 18 disponibile per il download

GoogleChrome18

La corsa alle major release continua. Mentre Mozilla ha annunciato l’intenzione di dare sempre meno importanza al numero delle versioni, Google ha appena rilasciato l’ennesima versione stabile di Chrome, la 18.0.1025.142, che va ad introdurre una serie di miglioramenti e a fare felici anche gli utenti di computer datati, Windows o Mac, che non consentivano di visualizzare contenuti WebGL3D.

Ora, grazie alla tecnologia SwiftShader di TransGaming, che entra in funzione solo nel caso in cui il processore grafico non supporti il 3D, tutti gli utenti potranno godersi questo tipo di contenuti in giro per il web. L’altra grande novità è rappresentata da un miglioramento del Canvas 2D che garantirà maggiore fluidità e reattività ai giochi basati su questa tecnologia, andando a favorire anche in questo caso gli utenti che utilizzano dispositivi meno recenti.

Si segnala, inoltre, un aggiornamento all’ultima versione del plug-in di Adobe Flash. Per tutte le altre novità e migliorie vi rimandiamo al changelog ufficiale. Se avete già installato Chrome l’aggiornamento è automatico, altrimenti potete scaricare la nuova versione – disponibile in tutte le lingue e nelle versioni per PC, Mac e Linux – collegandovi al sito ufficiale.

FONTE: DownloadBlog

Windows 8, la tecnologia per modificare la risoluzione dello schermo

Windows 8

Microsoft, sviluppando Windows 8, ha affrontato il problema dell’adattamento del sistema ai numerosi dispositivi sul mercato: dimensioni, risoluzione e profondità dei monitor differiscono a seconda che s’installi su desktop, laptop o tablet. Windows 8 avrebbe dovuto garantire la stessa esperienza a prescindere dalla configurazione.

È stato deciso d’impostare a 1024×768 pixel la risoluzione minima per le applicazioni: i netbook da 7” con monitor a 800×600 pixel sono stati esclusi, affinché gli sviluppatori potessero avere dei requisiti minimi che non inficiassero il ridimensionamento delle applicazioni. In genere, è preferito un rapporto per l’alta definizione.

Le statistiche di Microsoft confermerebbero che il 98,8% dei monitor utilizzati dagli utenti possono operare alla risoluzione minima obbligatoria: Windows 7, ad esempio, poteva funzionare sui netbook da 9” a 1024×600. Al contrario, Windows 8 richiederà l’utilizzo d’uno schermo da almeno 10”. Un requisito che riguarda pure i tablet. Continua a leggere

Firefox: ecco come funzioneranno gli aggiornamenti silenziosi

FirefoxLogo

Mozilla ha più volte annunciato che i tanto attesi aggiornamenti silenziosi saranno disponibili a partire da Firefox 13, il cui rilascio è previsto per il prossimo 5 giugno. Brian R. Bondy, programmatore del team di Firefox, ha appena diffuso qualche dettaglio in più proprio in vista dell’implementazione di questa funzione, che a suo dire sarà il risultato di una serie di opzioni, alcune delle quali già introdotte: la compatibilità degli add-on (una delle novità di Firefox 10), il Mozilla Maintenance Service e l’aggiornamento in background.

Quest’ultima opzione è quella più importante, quella che permette a Firefox di aggiornarsi mentre è ancora in esecuzione senza richiedere un riavvio del software, come invece accadrà con Firefox 12. Dalla versione 13, o forse direttamente dalla 14, non ci si accorgerà nemmeno di aver aggiornato il programma, salvo quelle occasioni in cui le modifiche saranno così importanti da richiedere che l’utente venga avvisato tramite l’apertura di una pagina col changelog.

Gli utenti, però, non saranno costretti ad accettare gli aggiornamenti silenziosi: si potrà scegliere se permettere a Firefox di fare tutto in automatico, di verificare la presenza degli aggiornamenti ma di chiedere il permesso dell’utente per installarli o di bloccarne del tutto la ricerca, lasciando di fatto Firefox così com’è. Per provare con mano gli aggiornamenti silenziosi, che gli utenti di Chrome conoscono bene, bisognerà attendere il rilascio di Firefox 13 o, al più tardi, di Firefox 14.

FONTE: DownloadBlog

Google difende Hotfile (e Megaupload) in tribunale

Google ha inaspettatamente spezzato una lancia a favore di Hotfile, un “cyberlocker” molto popolare (specie oltreoceano) recentemente finito nel mirino della giustizia come il concorrente Megaupload. Le critiche di Google al governo americano e all’MPAA sono piuttosto taglienti. Secondo Google, infatti, il governo e l’MPAA hanno unito le forze per cercare di ingannare le corti di giustizia, rigirando la frittata e cercando di deformare i diritti garantiti a aziende e cittadini dal DMCA.

Gli studi cinematografici hanno cercato con tutte le forze di far chiudere i servizi come Hotfile dichiarandoli un vero e proprio verminaio di pirateria informatica, che non deve essere protetto dal DMCA, o Digital Millennium Copyright Act, che limita molto la responsabilità dei fornitori di serivizi relativamente alle violazioni da parte degli utenti. In questi cyberlocker la gente deposita i propri file per passarli agli amici, sia pubblicamente che privatamente, un’attività sulla quale le Major hanno fortissime riserve. Google ha deciso di prendere la parola e ha cercato di smontare la posizione delle Major con un breve pamphlet di 22 pagine. Continua a leggere

Megaupload: MPAA vuole che i dati degli utenti siano conservati

L’MPAA vuole che il tribunale si assicuri che i 25 petabyte di contenuti degli oltre 66 milioni di utenti di Megaupload siano conservati indefinitamente, in quanto materiale utile in tribunale.

La notizia, data così, ha generato un nervosismo non indifferente attraverso tutto il globo, al punto da ingannare persino Wired, inducendo la testata a pubblicare un articolo dai toni allarmisti (successivamente corretto), che ventilava l’ipotesi di un coinvolgimento legale degli utenti.

In verità stando alle parole di Howard Gantman, Vice Presidente della Motion Picture Association of America, l’intenzione non è quella di dare la caccia ai singoli individui. Lo scopo è di preservare un archivio spettacolare di dati incriminanti da rivolgere contro Megaupload, Kim Dotcom ed i loro associati, rei (secondo i film-maker americani) di aver creato una cospirazione quinquennale che ha causato più di mezzo miliardo di danni.

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