Microsoft ha rivelato Skype per il browser con un annuncio di lavoro

Skype

Skype arriverà sul browser, indipendentemente dal plugin di Facebook. Il Talent Network di Microsoft ha pubblicato un annuncio di lavoro nel quale ricerca un programmatore che lavori alla realizzazione della piattaforma. La posizione è su Praga – in Repubblica Ceca – presso il team di Skype: i dettagli sono scarsi, ma interessanti.

Ad esempio, Skype per il browser avrà un’interfaccia in HTML5 e JavaScript e dovrà dialogare col sistema operativo utilizzando applicazioni “native” in C#, Java e/o C++. È probabile che quest’ultima opzione si riferisca alla compatibilità coi client di Skype già esistenti. Difficilmente avverrà un’apertura definitiva del protocollo.

Microsoft dovrà sfruttare l’acquisizione di Skype per competere con Google e WebRTC oppure il popolare servizio di VoIP rischierà di perdere la propria posizione dominante. Il pacchetto dei brevetti di Netscape acquistati da America On Line (AOL) potrebbero, quindi, essere giustificati dalla futura versione di Skype per il browser.

FONTE: DownloadBlog

Kaspersky: il mito dell’invulnerabilità di OS X è infranto

Kaspersky, il noto produttore di antivirus, ha fatto sapere che gli utenti di OS X si possono attendere più virus, botnet, attacchi drive by ed altre infezioni di massa nel futuro prossimo:“L’invulnerabilità di OS X è un mito”.

Negli ultimi dieci anni abbiamo sentito più e più volte questo “richiamo all’ordine”. Va detto che le parole di un’azienda che viene pagata per debellare virus suonano un po’ interessate, sia ben chiaro, eppure dopo il problema di Flashback gli utenti Apple non possono evitare di prendere in considerazione il pericolo rappresentato dal vagare nel web con software poco aggiornati, cliccando ogni link sospetto a cuor leggero. In realtà, non avrebbero mai dovuto distrarsi.

I malware su OS X esistono da tanto, ma questa volta il salto di qualità è indubbio. Centinaia di migliaia di utenti sono stati ingannati tramite social engineering ed hanno subito un dirottamento del proprio sistema operativo attraverso una debolezza di Java – un modus operandi che ha sempre tormentato Windows. Secondo Kaspersky sono stati alcuni blog WordPress ad infettare OS X, e parliamo di siti ignari ed innocenti, lontani dallo stereotipo della pagina russa di warez e pornografia. Continua a leggere

CryEngine 3: un assaggio di next-gen con l’aggiornamento DirectX 11 per l’SDK – immagini e video

 

I programmatori di Crytek si preparano alla next-gen (e all’annuncio imminente di Crysis 3?) aggiornando l’SDK del CryEngine 3 per migliorare la compatibilità con le DirectX 11.

Come potete ammirare dalle immagini e dal video nella galleria multimediale odierna, nonché dall’infinito changelog pubblicato sulle pagine del sito ufficiale della famosa compagnia tedesca, la versione 3.4.0 dei software per il modding amatoriale e per lo sviluppo professionale legati all’ultima versione del CryEngine toccano ogni ambito del motore grafico di Cevat Yerli e compagni.

Con l’ennesima accelerazione impartita allo sviluppo dell’SDK del CryEngine 3, le alte sfere di Crytek ribadiscono così la volontà espressa durante il GDC 12 di prepararsi per tempo alla sfida che, assieme ad Epic Games (Unreal Engine 4), a id Software (id Tech 5), a DICE (Frostbite 2) e agli altri sviluppatori di engine proprietari, li vedrà impegnati tra non molto con la prossima generazione di console casalinghe, oltre che di schede grafiche e di processori per PC.

CryEngine 3 SDK 3.4.0: galleria immagini

CryEngine 3 SDK 3.4.0: galleria immaginiCryEngine 3 SDK 3.4.0: galleria immaginiCryEngine 3 SDK 3.4.0: galleria immaginiCryEngine 3 SDK 3.4.0: galleria immagini Continua a leggere

Hifito, visualizzare estensioni e file nascosti utilizzando apposite hotkey

Per identificare rapidamente tutti i differenti formati di file i sistemi operativi di casa Redmond offrono la visualizzazione di icone di vario genere il che, ad esempio, sta a significare che un’immagine salvata in formato JPG avrà un’icona identificativa differente da quella di un video salvato in formato AVI.

Purtroppo, però, non sempre risultano disponibili icone differenti per ciascun tipo e formato di file (ad esempio non è possibile distinguere dalla sola icona un file in formato TXT da uno in formato RTF) per cui avere a propria disposizione uno strumento quale Hifito potrebbe risultare molto ma molto utile al fine di individuare rapidamente ciò di cui si ha effettivamente bisogno.

Hifito, infatti, è un software totalmente gratuito, di natura open source, utilizzabile senza alcun tipo di problema su tutti i sistemi operativi Windows (sia a 32-bit sia a 64-bit) e, per di più, portatile che permette di visualizzare rapidamente le estensioni di ciascun tipo di file presente sulla postazione multimediale in uso e dinasconderle altrettanto velocemente evitando dunque di dover eseguire la medesima operazione agendo dall’apposita sezione opzioni delle cartelle. Continua a leggere

Placeme, l’app che ci segue ovunque: un futuro spaventoso o desiderabile?

Placeme è un’app per Android e iOS che segue tutto quello che facciamo, usando i sensori del nostro smartphone e il GPS per tracciare con precisione ogni nostro spostamento. Tutto è registrato in background, senza alcun intervento da parte dell’utente, senza chiedere altri permessi.

Se l’idea vi fa venire i brividi, probabilmente sarete sollevati dallo scoprire che non siete i soli. Eppure, c’è un’ottima ragione per installare Placeme ed usarla: si tratta di un’applicazione di tracking personale non condivisa. Tutti i dati sono al sicuro e crittografati, inaccessibili dall’esterno. Questo scrutinio pervasivo ed intrusivo della nostra vita privata è un aiuto alla memoria ed un esame accurato delle nostre abitudini ed orari che possiamo consultare per aiutarci a vivere meglio.

L’uso più semplice è proprio quello di moleskine virtuale ed automatico. Tutto è annotato ed ancora meglio è annotabile. I luoghi della nostra vita possono essere editati qualora Placeme non abbia un nome per loro, dividendoli in Places (luoghi dove svolgiamo delle attività significative) e Visits (dove invece passiamo di sfuggita, come negozi o bar). Si possono anche lasciare delle note, per mandare a memoria qualche altro particolare. Continua a leggere

La RIAA predica bene e razzola male: “l’innovazione è l’unico modo per combattere la pirateria”

RIAA

Si potrebbe dire “finalmente una voce fuori dal coro” nell’ambito della lotta alla pirateria digitale. Peccato che quella voce sia della RIAA, l’associazione americana dell’industria discografica, che finora non ha fatto nulla per farsi benvolere dalla comunità digitale. Basti pensare alla chiusura, pretesa ed ottenuta nel giro di poco tempo, di LimeWire, il client P2P messo a tacere dopo dieci anni di attività. O, per restare in tempi più recenti, il pubblico attacco a The Pirate Bay, definito “il peggio del peggio“.

Ora dalla RIAA arriva la dichiarazione che non ti aspetti: “l’unica strategia efficace contro la pirateria rimane l’innovazione, la sperimentazione e la collaborazione con i nostri partner tecnologici per poter offrire ai fan un assortimento di esperienze musicali legali“. Parole al vento? Probabilmente sì, soprattuto in vista dell’entrata in vigore negli Stati Uniti, dal prossimo luglio, del Copyright Alerts, frutto di un accordo di cui la RIAA è una delle parti.

Poi basta fare un giro sul sito ufficiale dell’associazione per fugare ogni dubbio: il 12 aprile sono stati pubblicati due studi che proverebbero l’efficacia dei metodi di repressione finora adottati. Uno, ne parlavamo giorni fa, si basa sul rapporto diffuso dai francesi circa l’efficacia – non sulle vendite, però – dell’Hadopi, la legge per il controllo della pirateria. Continua a leggere

Skype: 40 milioni di utenti per il nuovo record di connessioni simultanee

Skype: 40 milioni di utenti per il nuovo record di connessioni simultanee

Quando si tratta di battere record, Skypesembra essere sempre pronta a sorprenderci tutti quanti: sarà stato l’effetto dell’acquisizione di Microsoft, o semplicemente il fatto che il servizio è ormai diventato uno degli “standard” presenti su Internet, fatto sta che l’annuncio che riportiamo oggi riguarda un nuovo, impressionante record di connessionisimultanee alla piattaforma.

Si parla infatti di 40 milioni di utenti collegati nello stesso momento a Skype, annunciato nel solito modo colorito diventato ormai anch’esso una tradizione dalla società partorita dalla mente di Janus Friis e Niklas Zennström nel 2003, già comprata da eBay nel 2005 per 2,6 miliardi di dollari e passata poi circa un anno fa a Microsoft per 8,5 miliardi, su pressione di Bill Gates in persona. Guardando i nuovi dati pubblicati in queste ore, ne capiamo maggiormente il perché.

FONTE: DownloadBlog

Digicam Photo Recovery: recuperare le foto cancellate da macchina fotografica digitale, smartphone ed unità flash

Quando vengono eliminate foto ed immagini da smartphone e fotocamere digitali solitamente non si ha la possibilità di recuperare il tutto in un secondo momento a causa della mancanza di un “cestino” che, appunto, ne consenta il ripristino.

Considerando il fatto che ci si potrebbe ritrovare in diverse circostanze e per svariate ragioni a voler o dover recuperare eventuali elementi rimossi dai device in questione uno strumento quale Digicam Photo Recovery potrà rivelarsi senz’altro molto utile.

Digicam Photo Recovery, infatti, è un software totalmente gratuito, specifico per sistemi operativi Windows e di natura portatile (risulta quindi utilizzabile senza dover effettuare alcun tipo di installazione sul computer in uso) grazie al quale, mediante una pratica interfaccia utente (ad inizio post ne è anche disponibile uno screenshot), si ha la possibilità di recuperare foto ed immagini cancellate da macchine fotografiche digitali, smartphone e varie ed eventuali unità flash che vengono collegate al PC mediante un semplice click.

 

Utilizzare quest’ottimo software è molto semplice poiché, una volta avviato, sarà sufficiente selezionare dall’elenco a tendina il device o la periferiche su cui si desidera agire e cliccare poi sul pulsante Recover. Continua a leggere

Windows 8, la tecnologia per modificare la risoluzione dello schermo

Windows 8

Microsoft, sviluppando Windows 8, ha affrontato il problema dell’adattamento del sistema ai numerosi dispositivi sul mercato: dimensioni, risoluzione e profondità dei monitor differiscono a seconda che s’installi su desktop, laptop o tablet. Windows 8 avrebbe dovuto garantire la stessa esperienza a prescindere dalla configurazione.

È stato deciso d’impostare a 1024×768 pixel la risoluzione minima per le applicazioni: i netbook da 7” con monitor a 800×600 pixel sono stati esclusi, affinché gli sviluppatori potessero avere dei requisiti minimi che non inficiassero il ridimensionamento delle applicazioni. In genere, è preferito un rapporto per l’alta definizione.

Le statistiche di Microsoft confermerebbero che il 98,8% dei monitor utilizzati dagli utenti possono operare alla risoluzione minima obbligatoria: Windows 7, ad esempio, poteva funzionare sui netbook da 9” a 1024×600. Al contrario, Windows 8 richiederà l’utilizzo d’uno schermo da almeno 10”. Un requisito che riguarda pure i tablet. Continua a leggere

Hacking: un sistema fai-da-te per usare Kinect da seduti

Chi possiede Kinect sa che il suo funzionamento dipende in gran parte dalla posizione che si assume davanti al suo sensore: occorre mantenere una certa distanza, rimanere in un certo modo nel suo quadro visivo e soprattutto è necessario essere in piedi, in modo che il corpo venga rilevato per intero.

Ebbene secondo qualcuno quest’ultimo punto potrebbe risultare scomodo: in fondo l’esperienza del gaming è spesso qualcosa che si realizza da seduti; dunque, anche sulla scia dell’idea di Kinect per pc desktop (e portatili), tale Steve ha provato ad elaborare il suo sistema per l’utilizzo di Kinect comodamente dal divano di casa, bypassando il riconoscimento di Microsoft Skeleton e utilizzando dei classificatori di Haar.

Il risultato pare riuscito: Kinect riconosce i gesti di Steve quando è seduto sul suo divano e, in più, riesce a funzionare anche con un sistema di riconoscimento vocale sempre implementato da Steve. Il connubio del futuro per quanto riguarda l’interfaccia tra i dispositivi elettronici e l’utente: gestualità e voce, senza più alcun contatto, senza strumenti come il telecomando, senza tasti. Solo il nostro corpo e gli schermi.

Se il progetto di Steve vi incuriosisce, a questo link trovate tutte le informazioni del caso.

FONTE: GadgetBlog