Kim Dotcom: il fondatore di MegaUpload fuori di prigione su cauzione

 

Kim Dotcom ha ottenuto la possibilità di uscire di prigione su cauzione: la stessa gli era stata negata a inizio febbraio, ma il giudice della North Shore District Court in Nuova Zelanda ha deciso nella nuova udienza in programma oggi di concederla al particolare fondatore di MegaUpload in base al fatto che egli non nasconderebbe alcun bene in grado di permettergli una fuga dalla nazione.

Le condizioni di libertà su cauzione per Dotcom riguardano prima di tutto il divieto di avere qualsiasi tipo di accesso a Internet a disposizione, ma anche di avere elicotteri in viaggio all’interno della sua proprietà e di viaggiare a più di 80km dalla stessa. In caso di spostamenti Dotcom dovrà inoltre avvisare la polizia con 24 ore d’anticipo, tranne che per eventuali emergenze mediche.

Mentre il fondatore di MegaUpload ha dichiarato di voler “solo stare con la sua famiglia”, la cauzione non pone ovviamente la parola fine a una possibile estradizione di Dotcom negli Stati Uniti: CNET ci ricorda infatti che i legali dell’U.S. Attorney’s Office in Virginia avranno ancora fino al 2 marzo di tempo per presentare la richiesta alle autorità neozelandesi.

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Megaupload, negata ancora la cauzione a Kit Dotcom. Nuova udienza il 22 febbraio

Kim Dotcom- al secolo Kim Schmitz – fondatore di Megaupload, deve rimanere in carcere. Lo ha deciso la Corte Suprema neozelandese, adducendo ancora una volta il pericolo di fuga: il 38enne, infatti, con tutte le risorse che ha a disposizione (inclusi un elicottero e un jet privato) se rilasciato su cauzione potrebbe lasciare il Paese ed evitare così l’estradizione negli Stati Uniti, dove lo attende un processo per violazione di copyright, racket e riciclaggio di denaro.

A nulla sono serviti i vari tentativi del suo legale difensore, Paul Davison – le condizioni di salute di Dotcom non sono idonee al regime carcerario, sua moglie è a casa in attesa di due gemelli e il possesso di elicottero e jet non sono garanzia di fuga – il giudice McNaughton è stato irremovibile: Dotcom resterà in carcere almeno fino al 22 febbraio, giorno della nuova udienza per estradizione.

Intanto, ed è forse questo che interessa di più i vecchi utenti di Megaupload, proseguono i tentativi per poter recuperare i file di fatto congelati con la chiusura del servizio da parte dell’FBI. Mentre le compagnie di hosting Carpathia Hosting e Cogent Communications Group dovrebbero mantenere in vita quei file per almeno altre due settimane, la Electronic Frontier Foundation si sta impegnando per il loro recupero. Per tutti gli aggiornamenti del caso vi consigliamo di monitorare i siti internet comunicati dalla Carpathia (www.carpathia.com ewww.megaretrieval.com) attraverso i quali gli utenti verranno avvisati, con almeno una settimana di anticipo, nel caso in cui si decida di cancellare tutto.

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