Tutti i dati di Megaupload potrebbero essere cancellati giovedì

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Dopo la recente chiusura di Megaupload, in tantissimi si sono chiesti che fine avrebbero fatto quei milioni di file di fatto congelati dall’FBI. La risposta, tutt’altro che positiva, è arrivata: tutti i dati di Megaupload potrebbero essere cancellati quanto prima, forse addirittura entro giovedì. La decisione della loro cancellazione, però, non arriva dalle autorità. I dati, infatti, sono ospitati su server esterni gestiti dalle società Carpathia Hosting Inc. e Cogent Communications Group Inc., pagate da Megaupload.

Ora che l’FBI ha congelato tutti i beni e tutti i conti di Megaupload e del fondatore Kim Dotcom, il flusso di pagamento verso le due aziende si è interrotto e con esso dovrebbero arrivare anche l’interruzione del servizio, con la conseguente cancellazione di tutto il materiale ospitato, che siano file illegali o meno. Ira Rothken, legale di Megaupload, ha spiegato che tali dati non sono in alcun modo sotto sequestro, ma che la loro perdita è soltanto una triste conseguenza di quanto accaduto.

Le speranze che si riesca a trovare una soluzione in così pochi giorni sono minime: si dovrebbe raggiungere un accordo che permetta di sbloccare parte del denaro ora congelato e continuare a pagare i servizi offerti dalle due aziende. Poi, se questo dovesse accadere, si dovrebbe riaprire Megaupload e dare la possibilità agli utenti di recuperare i file. Un’ipotesi, questa, che visti i recenti sviluppi sembra piuttosto improbabile.

Le ultime indiscrezioni, poi, confermano l’intenzione dell’FBI di mettere le mani su quei dati – finora ne aveva copiato solo una piccola porzione – e pare sia già in possesso dei mandati di perquisizione necessari per farlo. Rothken, però, sta cercando di impedirlo sostenendo che quei dati – appartenenti a più di 50 milioni di utenti e contenenti anche file personali tutt’altro che illegali – costituiscano una prova importante che potrà essere utilizzata dalla difesa nel corso del processo contro l’azienda.

A questo punto non ci resta che attendere gli sviluppi e sperare che Ira Rothken riesca nel suo intento.

FONTE: Download Blog

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