Il battito cardiaco sarà la password perfetta e a prova di hacking

Proteggere informazioni sensibili e l’accesso a specifici servizi potendo contare su una password estremamente sicura e che, al contempo, che possa essere ricordata senza troppi problemi non è poi così semplice come potrebbe sembrare e, tenendo anche conto dei tempi che corrono, cercare di preservare nel miglior modo possibile l’accesso ai propri dati risulta di fondamentale importanza.

L’utilizzo della “crittografia biometrica” potrebbe però porre rimedio in maniera tanto semplice quanto, al tempo stesso, sicura a tale situazione.

Infatti, pur essendo ancora lontano dal sistema di password corporali annoverato nelle previsioni tech fatte da IBM per i prossimi cinque anni, i ricercatori dell’Università Chung Hsing di Taichung hanno comunque messo a punto un interessante sistema mirante in tale direzione.

Leggendo il battito cardiaco proveniente da un elettrocardiografo collegato al palmo della mano i ricercatori hanno sfruttato il ritmo univoco del muscolo cardiaco per ottenere una password segreta che non può essere ripetuta in alcun modo ed utilizzabile per la protezione dei dati archiviati su computer.

Il battito cardiaco, altamente specifico da persona a persona, non può essere ripetuto in due istanze uguali fornendo quindi un elevato sistema di sicurezza che si rivela a prova di hacking.

Lo schema di cifratura risulta basato sia sulla matematica sia sulla teoria del caos secondo la quale a piccole variazioni delle condizioni iniziali corrisponde un risultato estreamente diverso sul lungo termine.

La “crittografia biometrica”, meglio definibile come sistema di riconoscimento biometrico, risulterebbe particolarmente utile qualora implementata, così come sottolineato dagli stessi ricercatori, all’interno di prodotti hig tech comunemente utilizzati dalla vasta utenza come, ad esempio, hard disk ed altri device di archiviazione esterna.

Qualora i ricercatori riuscissero effettivamente nel loro intento sarebbe quindi possibile effettuare l’accesso ai dati archiviati su quello specifico dispositivo semplicemente (almeno in apparenza!) mediante il tocco della mano.

FONTE: Geekissimo

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