Google difende Hotfile (e Megaupload) in tribunale

Google ha inaspettatamente spezzato una lancia a favore di Hotfile, un “cyberlocker” molto popolare (specie oltreoceano) recentemente finito nel mirino della giustizia come il concorrente Megaupload. Le critiche di Google al governo americano e all’MPAA sono piuttosto taglienti. Secondo Google, infatti, il governo e l’MPAA hanno unito le forze per cercare di ingannare le corti di giustizia, rigirando la frittata e cercando di deformare i diritti garantiti a aziende e cittadini dal DMCA.

Gli studi cinematografici hanno cercato con tutte le forze di far chiudere i servizi come Hotfile dichiarandoli un vero e proprio verminaio di pirateria informatica, che non deve essere protetto dal DMCA, o Digital Millennium Copyright Act, che limita molto la responsabilità dei fornitori di serivizi relativamente alle violazioni da parte degli utenti. In questi cyberlocker la gente deposita i propri file per passarli agli amici, sia pubblicamente che privatamente, un’attività sulla quale le Major hanno fortissime riserve. Google ha deciso di prendere la parola e ha cercato di smontare la posizione delle Major con un breve pamphlet di 22 pagine.

In esso è spiegato come servizi quali Wikipedia, YouTube, Facebook e Twitter siano in grado di sopravvivere alle draconiane norme contro la pirateria proprio in virtù di quei paletti posti attorno al ruolo dei fornitori di servizi quando vengono perseguite le infrazioni contro i diritti d’autore. Dire che Hotfile esiste per lo scopo di violare il copyright e quindi per sua natura non può essere protetto significa accusare dello stesso crimine anche i social network e YouTube.

Ovviamente il discorso è valido anche per Megaupload, anche se non viene nominato apertamente. Non sfuggirà a nessuno che lo stesso Google non potrebbe sopravvivere senza quella protezione del DMCA che alcuni gruppi di interesse vorrebbero vedere sparire per sempre. L’MPAA ha subito replicato che la corte chiamata a giudicare il caso Hotfile dovrebbe ignorare il rapporto volontario di Google perchè evidentemente parziale e non obiettivo.

FONTE: DownloadBlog

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