USA: da luglio i provider monitoreranno il traffico torrent degli utenti

CCI

Brutte notizie per gli utenti americani che quotidianamente scaricano file utilizzando BitTorrent: dal 12 luglio entrerà in vigore il tanto discusso piano Copyright Alerts, frutto dell’accordo stretto lo scorso luglio dalla RIAA e dalla MPAA con i principali provider americani (AT&T, Cablevision, Comcast, Verizon e Time Warner Cable), accordo che prevede il monitoraggio dell’attività online degli utenti alla ricerca di download di materiale protetto da copyright, con conseguente ammonimento ed eventuale riduzione dell’ampiezza di banda.

Ne avevamo già parlato, sottolineando tutta una serie di problematiche a cui le parti interessate non avevano dato una risposta. Ora che è stata comunicata una data ufficiale è arrivata anche qualche delucidazione: a rintracciare i “pirati” ci penserà il Center for Copyright Information (CCI), la cui missione primaria è quella di “educare” gli utenti, non di punirli. Il direttore esecutivo, l’esperto di copyright e della protezione dei consumatori Jill Lesser, ci ha tenuto molto a sottolinearlo: “vogliamo soltanto proteggere il copyright e allo stesso tempo dare maggiore potere agli utenti, non abbiamo intenzione di infliggere punizioni“.

Verrà monitorato soltanto il traffico torrent – l’accordo non include i portali di streaming e i cyberlocker – e in caso di comportamento sospetto da parte di un utente, verranno inviati una serie di ammonimenti, via e-mail o altri mezzi, in un sistema di escalation. La riduzione dell’ampiezza di banda sarà soltanto l’ultima spiaggia, l’intervento ultimo che spetterà agli utenti che continueranno a scaricare file protetti da copyright nonostante i numerosi avvertimenti.

Lesser ha dato risposta anche ad uno degli interrogativi più importanti: come può un utente difendersi da accuse infondate? Semplice, almeno secondo il CCI. Chi riceve ammonimenti ed ha la coscienza pulita può chiedere, al costo di 35 dollari, una verifica indipendente che sarà effettuata dalla American Arbitration Association. Non è chiaro, ad oggi, come verrà effettuate la verifica e come, e soprattutto se, l’utente verrà risarcito (almeno di quei 35 dollari) nel caso in cui abbia ragione.

A pochi mesi dall’avvio del monitoraggio le polemiche non accennano, giustamente, a placarsi. Per la CCI si tratta di un sistema efficiente che servirà senza dubbio a mettere un freno alla pirateria online mentre per gli utenti e gli esperti di internet si tratta non solo di invasione della privacy, ma anche di una guerra già persa in partenza: il monitoraggio potrà essere bypassato grazie a proxy o VPN ed esistono molti altri sistemi per scaricare illegalmente da internet. Per sapere chi avrà la meglio, anche se è facile intuirlo, non ci resta che attendere.

FONTE: DownloadBlog

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