La RIAA predica bene e razzola male: “l’innovazione è l’unico modo per combattere la pirateria”

RIAA

Si potrebbe dire “finalmente una voce fuori dal coro” nell’ambito della lotta alla pirateria digitale. Peccato che quella voce sia della RIAA, l’associazione americana dell’industria discografica, che finora non ha fatto nulla per farsi benvolere dalla comunità digitale. Basti pensare alla chiusura, pretesa ed ottenuta nel giro di poco tempo, di LimeWire, il client P2P messo a tacere dopo dieci anni di attività. O, per restare in tempi più recenti, il pubblico attacco a The Pirate Bay, definito “il peggio del peggio“.

Ora dalla RIAA arriva la dichiarazione che non ti aspetti: “l’unica strategia efficace contro la pirateria rimane l’innovazione, la sperimentazione e la collaborazione con i nostri partner tecnologici per poter offrire ai fan un assortimento di esperienze musicali legali“. Parole al vento? Probabilmente sì, soprattuto in vista dell’entrata in vigore negli Stati Uniti, dal prossimo luglio, del Copyright Alerts, frutto di un accordo di cui la RIAA è una delle parti.

Poi basta fare un giro sul sito ufficiale dell’associazione per fugare ogni dubbio: il 12 aprile sono stati pubblicati due studi che proverebbero l’efficacia dei metodi di repressione finora adottati. Uno, ne parlavamo giorni fa, si basa sul rapporto diffuso dai francesi circa l’efficacia – non sulle vendite, però – dell’Hadopi, la legge per il controllo della pirateria.

L’altro “studio” si basa sui dati diffusi da Nielsen Netview e, a guardar bene, lascia il tempo che trova: la RIAA sostiene che dopo la chiusura di LimeWire 9.5 milioni di utenti, dei circa 14 milioni che usavano il software, hanno abbandonato del tutto la pirateria. O meglio, non hanno utilizzato i siti tenuti sotto controllo, che è ben diverso dal dire che hanno smesso di scaricare materiale illegale.

Insomma, è facile intuire che quest’ultima dichiarazione rimanga un insieme di parole al vento. Se è vero che l’innovazione e la sperimentazione sono degli efficaci metodi per contrastare la pirateria online, è altrettanto vero che le ultime mosse della RIAA non hanno nulla a che vedere con queste due parole. Quando se ne renderanno conto? Per il momento la lotta alla pirateria continua a suon di minacce e cause legali.

FONTE: DownloadBlog

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