È proprio internet il motivo della strage di Anders Behring Breivik?

Anders Behring Breivik

È in corso il processo ad Anders Behring Breivik, il terrorista norvegese autore delle stragi di Oslo e Utoya del 22 luglio 2011, nelle quali persero la vita 77 persone e ne furono ferite 96. La teoria più “fastidiosa”, avvalorata in questi giorni da una certa stampa, è che a ispirare la follia del gesto sia stato proprio internet.

È innegabile che Breivik svolgesse dell’attività sui social network: all’indomani delle stragi, Anonymous provvedette a eliminare il profilo del terrorista da Twitter. Se bastasse essere iscritti alla piattaforma di microblogging per diventare degli assassini in giro ce ne sarebbero 140 milioni. Nel mirino, però, sono i videogiochi.

Breivik, inabile al servizio militare, ha dichiarato d’essersi addestrato utilizzando Call of Duty ed è risaputo che fosse un appassionato di World of Warcraft. I titoli dei giornali sono scontati: la violenza dei videogiochi è responsabile della follia dei massacri, nell’attualità. Non è la prima e, ahimè, non sarà l’ultima volta.

È interessante, da questo punto di vista, l’intervento di Paul Tassi: un collaboratore di Forbes in materia di videogiochi. Tassi ha ricostruito la storia recente di altre due stragi analoghe a quella di Utoya avvenute negli Stati Uniti, ovvero Columbine e Virginia Tech. Eric Harris e Dylan Klebold della Columbine giocavano a Doom.

Cho Seung-Hui, autore del massacro al Virginia Tech, passava il proprio tempo su Word. A meno di trovare un nesso tra Microsoft Office e la violenza, la proporzionalità fra internet, i videogiochi e la follia è del tutto gratuita. Eppure, all’epoca dei fatti i giornalisti cercarono d’associare la morte di 32 persone all’informatica.

Al pari dell’infermità mentale, la demonizzazione di internet e/o dei videogiochi fornisce un alibi ai terroristi. L’attenzione dei medium non è più tanto sull’efferatezza dell’assassino o sul dolore dei familiari delle vittime. La responsabilità è della tecnologia: è un’argomentazione degna del medioevo, che riabilita i colpevoli.

FONTE: DownloadBlog

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