Dopo anni di lotta, Google riesce a ottenere il dominio gmail.de

Google riesce a ottenere il dominio gmail.de

Ricorderete forse la storia di gmail.de: dopo anni di lotta che avevano visto anche l’Europa esprimersi contro l’assegnazione del dominio a Google e la conseguente rinuncia dell’azienda americana, anche in Germania il servizio di posta elettronica Gmail avrà finalmente quanto a lungo desiderato.

Per dovere di cronaca vi riportiamo dunque la decisione arrivata dal Deutsches Patent und Markenamt, ufficio brevetti tedesco, che ha ordinato il trasferimento di gmail.de dall’azienda G-mail GmbH di Berlino a Google: in precedenza, il dominio come ricorderete era di proprietà dell’imprenditore Daniel Giersch, che dichiarò di avere anche rifiutato nel 2006 un’offerta di 250.000$ da parte dell’azienda di Mountain View per la vendita del dominio.

Lo stesso Giersch ha cambiato attività, lasciando il dominio gmail.de inoperoso a favore di quabb.com dove ora opera la sua nuova attività col meno ambiguo nome Quabb.

FONTE: DownloadBlog

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Pirateria: il fiasco della blacklist di Google secondo The Pirate Bay

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E’ passato ormai più di un anno da quando Google, nel tentativo di contrastare la pirateria online, decise di escludere termini come torrent, BitTorrent e uTorrent dai servizi Instant e Autocomplete. Un primo periodo di prova aveva confermato l’effettiva diminuzione delle ricerche di quei termini, tanto da spingere Google ad aggiornare la blacklist includendo thepiratebay, the pirate bay, isohunt, torrentreactor ed altri siti dedicati all’indicizzazione di file .torrent.

Ora Torrentfreak ha provato a fare un bilancio di questi mesi di “censura” ed ha sottolineato come il provvedimento adottato da Google sia servito a ben poco, almeno nel caso di The Pirate Bay, anche perchè tolte alcune parole chiave, Google ha iniziato a suggerirne altre rendendo del tutto inefficace il filtro: se è vero che dal novembre scorso le ricerche di “Pirate Bay” hanno subito un calo del 50%, è altrettanto vero che il loro posto è stato preso dathepiratebay.org e the pirate bay.

E ad oggi, se si inizia a scrivere “pir” in Google, il primo suggerimento di autocomplete èpiratebay.org. A confermare ulteriormente l’inefficacia del filtro ci ha pensato un portavoce del noto portale, secondo il quale l’afflusso di visitatori non è stato intaccato nemmeno un po’ dai provvedimenti di Google. Nonostante questo, Google ha intenzione di continuare ad espandere questo filtro in nome della lotta alla pirateria online.

FONTE: DownloadBlog

Pesci d’aprile 2012, i migliori scherzi tecnologici pubblicati online

Come ogni 2 aprile, anche nel 2012 siamo qui per fare un resoconto di quelli che sono stati i migliori pesci d’aprile tecnologici dell’anno. Google ha dominato, come sempre, la scena con una serie di trovate esilaranti e ben costruite, ma anche gli altri si sono dati da fare. Quindi diremmo di non perdere altro tempo e scoprire subito tutto quello che hanno combinato “big G” e… tutti gli altri.

Google

  • Google Maps per NES – ne abbiamo parlato ieri. Si tratta di un’originalissima versione del servizio di mappe di Google con una grafica ad 8 bit. Geekissimo.
  • Gmail Tap – i segnali morse su Gmail. Anche in versione mobile.
  • Lavoro da cani – un post su Google+ segnala la creazione di uno staff canino presso gli uffici di Google. L’idea non sarebbe malvagia.
  • Google Racing – una macchina da rally ultra-accessoriata troppo bella per non essere un pesce d’aprile.
  • Google Really Advanced Search – un form chilometrico per avere risultati “veramente avanzati” nelle proprie ricerche sul Web.
  • The YouTube Collection – tutti i video di YouTube raccolti in una collezione di DVD. Un po’ ingombrante.
  • Google Fiber Bar – una barretta energetica rivoluzionaria in grado di velocizzare il corpo umano come Google ha velocizzato il Web. Siamo sicuri che qualcuno l’avrà ordinata.
  • Google Chrome Multitask – la navigazione a schede non aumenta abbastanza la vostra produttività? Forse due puntatori del mouse ci riusciranno.
  • Google Street Roo – Google Australia ha deciso di puntare tutto sui luoghi comuni annunciando un finto progetto per catturare le aree più remote delle terre australiane attaccando delle telecamere ad energia solare sulle teste dei canguri. Continua a leggere

Google difende Hotfile (e Megaupload) in tribunale

Google ha inaspettatamente spezzato una lancia a favore di Hotfile, un “cyberlocker” molto popolare (specie oltreoceano) recentemente finito nel mirino della giustizia come il concorrente Megaupload. Le critiche di Google al governo americano e all’MPAA sono piuttosto taglienti. Secondo Google, infatti, il governo e l’MPAA hanno unito le forze per cercare di ingannare le corti di giustizia, rigirando la frittata e cercando di deformare i diritti garantiti a aziende e cittadini dal DMCA.

Gli studi cinematografici hanno cercato con tutte le forze di far chiudere i servizi come Hotfile dichiarandoli un vero e proprio verminaio di pirateria informatica, che non deve essere protetto dal DMCA, o Digital Millennium Copyright Act, che limita molto la responsabilità dei fornitori di serivizi relativamente alle violazioni da parte degli utenti. In questi cyberlocker la gente deposita i propri file per passarli agli amici, sia pubblicamente che privatamente, un’attività sulla quale le Major hanno fortissime riserve. Google ha deciso di prendere la parola e ha cercato di smontare la posizione delle Major con un breve pamphlet di 22 pagine. Continua a leggere

Google produrrà e metterà in vendita un tablet per conto proprio

Le voci di un ritorno sul mercato consumer di Google si sono rincorse per mesi ed il Wall Street Journal sale sul carrozzone, rendendolo più credibile grazie alla propria influenza e sfoggiando “indiscrezioni”, “fonti credibili” e “alcuni ben informati”: secondo la testata il progetto di Google è quello che qualcuno aveva già previsto, ovverosia mettere in vendita un proprio tablet.

Con l’acquisto di Motorola ed alcune “chiaccherate” con Samsung ed Asustek, sembrebbe che Google ritenga di essere pronto ad affrontare questo mercato, che nel campo della tecnologia consumer è forse il più pericoloso in assoluto.

Nel mondo dei tablet ci sono al momento solo tre nomi che possono vantare dei veri guadagni oppure una penetrazione rilevante del mercato: al primo posto abbiamo Apple con il suo iPad, che ha definito il mercato e sta continuando a regnare indisturbata. Al secondo posto c’è Amazon, che a quanto pare non guadagna direttamente con i suoi economici ma ottimi Kindle Fire, ma si è diffusa a macchia d’olio e basa le proprie fortune sui contenuti. Al terzo posto c’è Asus, che con i propri prodotti come il Transformer Prime è riuscita a scavarsi una nicchia e conquistarsi la fiducia dei clienti, ma che resta molto distaccata. Continua a leggere

Microsoft accusa: “Google ha bypassato la privacy di Internet Explorer”

microsoft_vs_googleE’ proprio il caso di dire che Google ha passato le ultime settimane ha difendersi dalla accuse, lanciate da ogni parte, di non agire in maniera chiara e trasparente in merito alla privacy degli utenti e alla loro tutela. Dopo le polemiche relative all’unificazione delle politiche sulle privacy è arrivata l’accusa di aver bypassato il blocco dei cookie di tracciamento di Safari. Ora anche Microsoft rincara la dose e accusa Google di aver fatto lo stesso conInternet Explorer 9: Continua a leggere

Google Search plus Your World, i problemi con l’Antitrust e quelli con la privacy

Per quanto bella ed utile possa risultare Search plus Your World, la nuova funzionalità di ricerca, tanto social quanto personale, annessa a Google vi è però da considerare anche il fatto che la nuova proposta di big G ha già creato non pochi fastidi in un lasso di tempo estremamente ridotto.

A tal proposito, infatti, ha già fatto sentire la sua voce Twitter ritenendo che la nuova funzionalità di Google non soltanto andrà a danneggiare l’azienda ma, per di più, i cambiamenti apportati a Google Search andranno anche a nuocere tanto alle persone quanto agli editori, così come anche alle agenzie di stampa e agli utenti del ben noto servizio di microblogging.

Unitamente alla disapprovazione di Twitter ad aver fatto sentire la sua è anche la EPIC (Electronic Privacy Information Center) che ha segnalato alla Federal Trade Commission il caso della nuova funzionalità di ricerca chiedendo quindi di indagare in modo tale da poterne verificare l’effettiva correttezza di Search plus Your World e che non vi sia alcuna violazione delle norme Antitrust.

A detta di Google il nuovo servizio consente di ottenere apposite personalizzazioni per quanto concerne la ricerca online in base a quelli che sono gli interessi e le relazioni di ciascun utente ma l’EPIC sospetta che Search plus Your World possa rendere ricercabili informazioni private all’insaputa delle persone favorendo inoltre i servizi di big G rispetto a quelli della concorrenza.

In tal modo, infatti, così come sottolineato da EPIC nella sua lettera alla Federal Trade Commission, Google non fa altro che promuovere il proprio social network sfruttando quella che è la sua posizione dominante in fatto di motori di ricerca.

A questo punto non resta altro da fare se non attendere gli inevitabili sviluppi della vicenda aspettando la risposta che ora la FTC si ritrova costretta a dare al mercato.

FONTE: Geekissimo