Xbox 360: gli hacker possono davvero accedere ai dati delle carte di credito?

Stando alle più recenti dichiarazioni di Ashley Podhradsky, ricercatrice dell’Università di Drexel, l’xBox 360, la ben nota e fortunata consolle resa disponibile da Microsoft, sarebbe estremamente vulnerabile per quanto concerne la sicurezza dei dati sensibili immessi dagli utenti anche qualora effettuato un processo di resettaggio completo.

Questo, andando ancor più nel dettaglio, sta a significare che scandagliando il disco rigido formattato delle consolle Microsoft è possibile risalire a quelli che sono i dati delle carte di credito degli utenti, così come reso noto dalla ricercatrice mediante il magazine Kotaku.

Dallo studio condotto dalla ricercatrice ciò che ne emerge sono un insieme di dati non esattamente confortati considerando quanto precedentemente affermato e sopratutto considerando anche il fatto che per poter accedere ai presunti dati sensibili degli utenti presenti sulle consolle “ricondizionate” non è necessario essere degli hacker dalle grandi conoscenze. Continua a leggere

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Google Car, anche i non vedenti possono guidare

Per Google, in un futuro non molto lontano, anche i non vedenti potranno condurre senza problemi un’autovettura e la dimostrazione più palese ne è il videopubblicato su YouTube, nel corso delle ultime ore, dal gran colosso delle ricerche in rete nel quale viene mostrato il funzionamento di quella che prende il nome di Google Car.

Si tratta di un’automobile in grado di guidarsi da sola e parte integrante del progetto denominato Google Self-Driving Car nato qualche anno addietro nei laboratori di Mountain View, di cui si era già parlato in passato e del quale si torna a discuterne in occasione, appunto, della pubblicazione del filmato, visionabile alla fine di questo post, nel quale viene mostrato Steve Mahan, il primo passeggero che ha avuto l’opportunità di beneficiare della tecnologia applicata alla Google Car.

Steve Mahan è cieco al 95% e, nonostante ciò, ha comunque potuto condurre senza problemi il prototipo proposto da Google della Toyota Prius senza utilizzare né mani e né piedi ma sfruttando telecamere, radar e laser mediante cui è stato possibile monitorare la carreggiata, gli ostacoli ed i cartelli stradali. Continua a leggere

Collegamento in fibra ottica da 1Terabit/s, il record è stato fissato a Pisa

La notizia arriva direttamente dai ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna diPisa che, in collaborazione con il Laboratorio Nazionale di Reti Fotoniche delCNIT (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni) e grazie anche all’appoggio di Ericsson, nel corso delle ultime ore hanno fatto sapere di aver fissato un importante record, tanto per l’Italia quanto per l’intero settore dell’IT, riuscendo atrasmettere dati ad una velocità pari a ben 1000 gigabit per secondo, ovvero 1 Terabit per secondo, andandosi quindi a configurare come un nuovo ed importantissimo passo avanti nella trasmissione dei dati telematici tramite fibra ottica.

Il record, però, pur essendo stato raggiunto a Pisa e, sopratutto, sfruttando apparecchiature progettate e realizzate nel Bel paese, è stato messo a segno conseguenzialmente a tutta una serie di test condotti in Spagna appoggiandosi alla rete messa a disposizione dall’operatore Telefonica, coprendo una distanza di trasmissione pari a circa 300 Km ed ottenendo un risultato corrispondente a 448 Gigabit al secondo per canale superato poi dall’esperimento che ha portato la velocità a quota 1Terabit/s.

La presentazione della buona riuscita dell’esperimento e dell’importante traguardo raggiunto è poi avvenuta a Los Angeles in occasione della “Optical Fiber Communication Conference annd Exposition and the National Fiber Optic Engineers Conference”.

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UE, nasce il centro che lotta contro la cybercriminalità

Il cybercrimine è una realtà che, purtroppo, risulta oramai ben affermata da diverso tempo a questa parte e verso la quale, specie durante l’ultimo periodo, si sta dedicando sempre maggiore attenzione, così come testimonia anche la recente intervista a Shawn Henry, uno dei massimi esponenti dell’FBI.

A tal proposito, nel corso delle ultime ore, la Commissione Europea ha proposto l’istituzione di un apposito polo impegnato nella lotta alla cybercriminalità, un centro, denominato European Cybercrime Centre (EC3), che verrà inaugurato il primo gennaio del 2013 e sarà collocato presso la sede dell’Europol dell’Aia, avente l’obiettivo di proteggere tanto i cittadini quanto le aziende dalla criminalità informatica, così come sancito anche mediante l’apposito comunicato diramato.

Il centro, nel dettaglio, andrà a concentrarsi sulle attività illegali online svolte da gruppi della criminalità organizzata, in particolar modo quelle che generano ingenti proventi illeciti come nel caso delle frodi mediante l’abuso di carte di credito e coordinate bancarie. Continua a leggere

The Pirate Bay: metteremo i nostri server in orbita

In un proclama postato sul blog ufficiale ieri alle 20.30, un portavoce della Baia ha dichiarato che il sito sta studiando una maniera per posizionare i propri server in orbita. Si può accusare The Pirate Bay di tante cose, alcune delle quali risulterebbero essere delle critiche davvero legittime, ma non certo di essere un gruppo di gente noiosa.

Secondo TPB con le tecnologie attuali è pensabile il poter inviare in orbita terrestre bassa un piccolo computer come il Raspberry Pi montato su un drone di qualche tipo. Ovviamente il kit dovrebbe essere completo di una radio piuttosto potente, che stando ai pirati ci si può procurare senza un dispendio eccessivo.

“In questa maniera le nostre macchine dovranno essere abbattute con degli aerei, un vero atto di guerra”, queste le parole di MrSpock, il portavoce ufficiale. “Le LOSS (Low Orbit Server Station) sono solo il primo passo. Con i trasmettitori moderni possiamo trasmettere 100Mbps a 50km di distanza, il che è più che sufficiente per il sistema di proxy che stiamo costruendo.” Continua a leggere

Yamamoto ci ripensa: torna a fare un anime sullo tsunami dopo Fractale

Il nuovo progetto di Yutaka Yamamoto e del suo studio Ordet (Black Rock Shooter) si intitolerà Project Blossom, il nome è stato reso noto, poiché presente nell’elenco di titoli che varranno promossi al Tokyo International Anime Fair, che si terrà nel corso di marzo. Ci sono state molte speculazioni riguardo al formato e alla natura del progetto, che tocca il delicatissimo tema del terremoto e del conseguente devastante tsunami, occorso l’11 marzo del 2011 nel nord-est del Giappone; ma ora, grazie ad un comunicato stampa di Ordet, veniamo a conoscere qualche dettaglio in più:

“Si tratterà di un breve progetto animato con sottofondo musicale, dedicato alla memoria del terremoto del Tohoku del 3/11 e al conseguente tsunami, sarà un lavoro che ci ricorda di non dimenticare tutti coloro che ne sono stati colpiti.”
[…]
“Le location degli anime sono diventate sempre più popolari mete turistiche, e il regista Yutaka Yamamoto, ha scoperto questo fenomeno in prima persona, dopo aver diretto Kannagi Crazy Shrine Maidens. Questo anime ha focalizzato l’attenzione del pubblico sull’area di Shichigahama nella prefettura di Miyagi, un’area duramente colpita dal disastro del 2/11. Yamamoto vi si è continuamente recato per contribuire come volontario.”
[…]
Project Blossom sarà una collaborazione “tra svariati artisti nipponici e stranieri. I produttori sperano che questo film animato di alta qualità possa aiutere a riportare la speranza e uno spirito di rinnovamento nell’area di Tohoku.”

Il progetto esordirà in anteprima internazionale al TAF il 24 marzo e sarà trasmesso da Crunchyroll entro il 2012, ma non si sa ancora in quali paesi.
manga

Fonte:http://www.animeclick.it/

Intervista a una geisha del ventunesimo secolo

La parola geisha significa artista ed essere geisha vuol dire essere valutata come un’opera d’arte in movimento”, saranno state le parole di Memorie di una geisha (romanzo di Arthur Golden, celebre anche per la sua trasposizione filmica) ad aver ispirato la direzione artistica di Hong Kong Arts Festival. Con l’esibizione “La geisha di Gion”, riprendendo il nome del noto quartiere antico di Kyoto, l’edizione di quest’anno ha potuto far vivere ai presenti l’esperienza di trovarsi in una vera ochaya(casa da thé giapponese) ad assistere all’operato di sei geishe, le quali vi hanno  preferito venire menzionate come se fossero un’unica persona a rispondere alle domande dell’intervista.

ghisha
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