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Questa sezione è stata richiesta dalla ragazza di Massi,perchè voleva che tutti voi potevate leggere le storie create da lei, ma visto che ci siamo ho pensato che anche chi tra di voi scrive storie, sia che siano riprese da qualcosa tipo i cartoni animati,sia che siano inventate di sana pianta, e ai quali piacerebbe farle leggere agli altri potrebbero inviarcele per pubblicarle in questa sezione creata esclusivamente per i racconti. Quindi chiunque voglia partecipare ci invii le proprie storie corredate di nome,e-mail o nick in modo che noi possiamo dire da chi sono state scritte,speriamo che questa sezione vi piaccia e che siate numerosi ad aderirvi. Massi metterà domani una parte di una storia altrimenti tutta insieme finisce subito.

Un saluto da Marco e Massi.

PROCEDI COSI:

1) Metti il “TITOLO” della storia/e

2) Aggiungi il “CREATORE/I” e l’ “ETA‘”

3)Invia la storia solo via “E-MAIL”

Marco’s eMail: AmarantCoral@hotmail.it

Massimiliano’s eMail: deidarathebest@hotmail.it

P.S: ___Puoi inviare la storia o a Marco o a Massimiliano___

..:::UN SALUTO DA MARCO E MASSI:::..

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SANGUE D’OMBRA E D’AMARANTO AMORE (1° parte)

Scritto da: Ilaria Vensi

:::Tutti i diritti sono riservati:::

Tutto quello che si poteva sentire con le proprie orecchie anche se a una distanza molto elevata,era un rumore,come di mille eserciti,rumore di piedi che marciavano,di uomini possenti.Rumore che si diffondeva per tutte le terre attorno,ma che provaniva da una sola,l’unica terra dove uomo comune non poteva entrare senza essere privato della ragione di se stesso.

Era sempre esistita,e nessuno aveva mai osato cercare di inpossessarsene,e chi ci aveva provato era morto nel tentativo.Invano gli altri stati avevano cercato di portarvi l’ ordine al suo interno,nessuno poteva comandarli,loro erano gli Assassini.

Chi fossero precisamente e individualmente nessuno lo sapeva.La loro dimora,era situata in cima alla montagna chiamata Diaiedblood,forse l’avevano scelta per la sua impossibile scalata,perchè era del tutto ricoperta da una nube nera di fumo,non la si poteva vedere ma si sapeva che esisteva e l’unico segno di vita era proprio quel rumore insopportabile.Tamburi,rombi,lampi cosa erano non si sapeva.

La mantagna era situata a Nord della Valliria,una regione al centro di tutte le altra terre.Erano otto,ma di tutte nessuna osava affrontare la furia di quella montagna e dei suoi abitanti.Tutte le terre sapvano della loro esistenza e testi antichi,che erano stati proibiti,raccontavano di uomini direttamente nati dall’unione del Dio dellla guerra Vexion con umane di qualsiasi specie,nobildonne,povere,liberti,e schiave.

Uomini con una bellezza ineguagliabile,possenti,dotati di corpi marmorei.Di loro non se ne sapeva il numero,ma certi erno convinti che la montagna ne potesse contenere a migliaia,secondo il boato che vi proveniva.

Anche quella notte avevano cominciato la loro solita riutin.I boati riempivano tutta la casa che tremava ad ogni passo.Rintanato sotto il tavolo di nocciolo scavato dal padre anni addietro e rifinito con disegni in frassino,Dahl si tenevale orecchie tappate con i palmi delle mani.

Nonostante ormai fosse tanti anni che udiva quei suoni quasi tutte le notti,continava ad averne terribilmente timore.Chiudeva gli occhi stringendoli a più non posso,quasi come se volesse impedire ad un fiume di sfociare libero oltre la diga che lo blocca.

“Fa che la smettano…ti pergo,ti prego” Impolorava a più non posso il suo Dio clemente,quello che tutte le altre sette terre avevano deciso di adorare.

“Dahl!”Disse una voce smorzata dal pianto,una voce di bambina ancora molto giovane.

“Sysia..vieni qua” Dahl uscì da sotto il tavolo per prendere la mano della sorella minore e trascinarla sotto al mobile al sicuro con lui.

La strise a se sentendo la sua pelle fredda e i tremiti di paura gli stessi che lui aveva avuto quando era piccolo.

“Dahl,Quando la smettono?La terra stà tremando…”

“Lo sò sorellina,senti?” Il rumore si stava dissolvendo e con lui il tremito delle pareti e lo strucciolio dei soffitti.Poi all’ improvviso silenzio.

Dahl uscì per primo da sotto il tavolo,poi fece cenno alla sorella di uscire.

La madre entrò all’ improvviso nella stanza.Con aria preoccupata disse prendendo la figlia in braccio.

“State tutti bene?”

Dahl rispose affermamente anche se nella sua testa risuonavano ancora quei rimbombi.

“Venite,sarà difficile riuscire a dormire…”

Tutti e tre si diressero nella stanza principale quella dove tutti i giorni consumavano i pasti assieme alla famiglia.

La madre perese a scaldare dell’acqua,accendendo il fuoco nel camino e mettendo a bollire una pentola di rame rosso.

Dhal era seduto difronte alla sorellina che stringeva il suo cavallo di legno regalatogli dal padre.Tutta la casa era stata costriuta dall’ uomo anni addietro.Anche se erano abbastanza benestanti avevano deciso di vivere come le altre persone del Villaggio,per lo più contadini e allevatori.Il padre era un falegname di altissimo livello,i suoi pezzi venivano venduti in tutte le terre persino a quella della montagna Nera.

La madre mise la tisana nelle tazze di terracotta e ne diede ai figli,poi sedendosi ne bevve anche lei.

Il padre arrivò all’ improvviso spalancando la porta di accesso.

“State tutti bene?”Disse subito.

“Si padre”Rispose Dahl.

L’uomo er di statura media, aveva lunghi capelli neri che teneva legati in una coda di cavallo bassa.La barba folta e morbida gli si arricciava attorno al viso.Si mise seduto a gambe incrociate e prese a parlare.

“Abbiamo convenuto mettendo a votazione che un inviato si recaerà alla montagna”

“Cosa?Ma è un sucidio Sad…per quale motivo volete madare un povero uomo alla morte per via diretta?”disse la moglie.

“Non possono continuare cosi,sappiamo che loro si sono dichiarati autonomi e che non seguono le regole del Re,ma ciò non togli che per i loro assurdi motivi,noi gente normale non possiamo destarci senza sentire quei boati.I loro numero deve essere cresciuto a dismisura,mai come oggi vi sono stati rumori così potenti,e se continueranno così di questo passo la nostra gente non potrà più bearsi della notte,gli anziani moriranno perchè affaticati e incapaci di avere energie,i giovani nasceranno deboli e timorosi e la nostra gente si allontanerà fin nelle terre dove non si ode il loro frastuono,ma non possiamo permettercelo,così assieme aglia Anziani delle terre e al consenzo del Re…”Fece una pausa per prendere fiato

“Andrò laggiù..”

“No scordatelo,tu non puoi andarci..”Disse la mogli alzandosi in piedi.La figlia cinse il collo del padre supplicandolo di non abbandonarla.

“Non ci puoi lasciare,non puoi abbandonare tua figlia di solo 4 anni e un ragazzino di 18,non puoi andartene…”

“Cara,sono l’unico che può ancora contare su una forza non del tutto invecchiata,sono gli ordini degli Anziani e devo eseguirli.”

“Ma..”Abbracciò la moglie che scoppio in pianto tra le sue braccia.
“Domani partirò,ma tornerò per poter raccontare alle Comunità che cosa si cela all’ interno di quella montagna.”

Poi si diressero nelle proprie stanze per poter trarre beneficio delle poche ore che rimanevano prima dell’ alba.

Dahl chiuse gli ochhi distendendosi sul letto,il buio lo avvolze tormentato ancora da quei rombi.

Il fumo causato dai corpi in subbuglio ammasati al centro di quell’ enorme stanza costruita con pareti nere ,saliva disperdendoi verso l’alto della montagna.Ormai erano rimasti in pochi dopo la cerimonia dei Pasaggi dei nuovi Assassini,e quelli rimasti erano coloro che pulivano la stanza dalle numerose macchie di acqua di sudore,causate dai balli sfrenati, e di sangue dei novizi sgorgato durante il rito.

Per tutta la cerimonia l’aveva potuta toccare,vedere e assaporare.Ora invece le stava d’avanti in tutta la sua bellezza,ma non poteva assaggiare le sue labbra rosse.Non era concesso nessun atto di corteggiaento o altre forme d’amore dopo le cerimonie e dopo alcune precise Festività.Le si potevano ammirare per il resto dei giorni ma non le si potevano toccare o fare proprie,perchè così voleva il loro Dio,che le avrebbe ingravidate al momento opportuno pe dare discendenti alla Setta.

Come dopo tutte le cerimonie,l’aveva accompagnata fino alla sua stanza.Si fermarono.Lei si voltò,erano vicini troppo per la loro religine.

“Nicolas…lo sai bene che non possiamo oltre l’ orario.”Lui si avvicinò al suo collo.Quel collo bianchissimo come il latte,ma dove vi scorreva il sangue più puro di tutto l’univeso.Si ritrasse prima di baciarla propio su quella via lattea.

“Si lo sò…e tu non vuoi rischiare…”

“Già!”Disse lei in tono deciso e glaciale,mettendosi le mini sui fianchi pronta a fargli la solita ramanzina.

“Si si…ho capito vado nella mia stanza,con i miei comopagni..Anche se non è giusto che voi avete camere singole e noi no!”
“Le regle sono queste e lo sa,ci siamo cresciuti con esse ormai dovresti essere abbituato!”

“Già…le regole…Domani vengo a bussarti?”

“No.Ci ritroviamo direttamente a mensa,devo sbrigare alcune faccende per il Generale.Poi devo andare da Kandre e prendere degli oggetti per il rito che avverrà tra tre giorni.Ci troviamo la per pranzo,poi studiamo assieme?”Disse lei addolcendosi nel vedere quegli occhi nocciola diventare cupi.

“Si certo…ultimamente non hai molto tempo per me.”Lei gli si avvicinò.

“Lo sai,sono stata regredita di due posti,sono tornata ad essere Guadia delle armi,e se non sbaglio è colpa di qualcuno…”

“Di sicuro..non mia”

“Ah!Senti senti,se non fosse stata per la tua curiosità,e se non fosse stata per la lentezza dei riflessi di Jin,a quest ora io avrei ancora il mio titolo di Assassina D’Ombra,mentre mi ritrovo ad essre la balia delle armi…se non vi avessi aiutati a dileguarvi dalla Stanza Proibita,voi due vi trovereste davvero privati delle vostre doti,dei vodtri privilegi e averi,e avreste conosciuto finalmente quelle terre per qui ho perso il mio titolo,poi solo per trovare manufatti,ove si racconta di terre lusuregianti e bellissime.”Lui la spinse contro la porta di ebano nera,il simbolo della Casata di lei ,intarsiato di rosso cigliege rappresentente,un paio di ali spezzate da due pugnali differenti,con il suo corpo e la sua forza la costrinse a stare ferma e bloccandole le mani con le sue la prse a baciare appassionatamente sull’ unico punto che la divisa nera e il mantello non coprivano.Lei lo lasciò fare,lo desiderava quanto lui desiderava lei,ma non potevano sarebe stato Adulterio.

Sussurrando all’ orecchio disse:
“Nicolas…smettila ci possono scoprire…”Senza fermarsi rispose.

“Non ti peroccupare,Jin è dietro l’angolo e ci copre le spalle…”Lei chiuse gli occhi.

“Ti prego Jin chiamalo,chiamalo o qui finisce male…”Il ragazzo sbucò dall’ angola a passo svelto,tocco l’amico sulla schiena.

“Nicolas,si avvicinano i Notturni..andiamocene.”Lui si staccò dal collo di lei.

” Proprio ora..”Lei lo guardò,poi sorridendo disse.

“Allora a domani,Jin,Nicolas…”Li salutò portandosi il pugno al cuore e inchinandosi.

“Buonanotte Vittoria” E scomparirono nell’ ombra.

SANGUE D’OMBRA E D’AMARANTO AMORE (2°PARTE)

Si richiuse la porta alle spalle,lasciando la chiave nella serratura.Sarebbe bastato l’ odore di estranei a svegliarla per potersi difendere.
Si slacciò il lungo mantello nero ricamato con rune rosse,si sedette sul letto a baldacchino ricavato dalla roccia dellla montagna e reso un giacilio per la notte grazie al materasso e ai cuscini.Si portò le mani agli stivali slacciando tutte le cerniere e i lacci che le intrcciavano la pelle dello stivale alla sua,poi dopo esserseli sfilati,prese a togliersi la tuta di cuoio e pelle nera.Rimase con gli indumenti da intimo,gli unici che le davano un aria da vera donna.Prese a sciolgliersi la lunga treccia,i capelli le ricaddero lungo la schiena,si tolse la molletta che le bloccava un lungo ciuffo che le andava sull’ occhio sinistro coprendolo.Solo nella sua stanza le era permesso di essere una donna,al difuori doveva comportarsi come un Assassino e basta,non le erano permessi indumenti che lasciassero inravedere la pelle o le curve del fisico,i capelli dovevano essere legati e il viso scoperto,perchè in caso di assalto la si doveva confondere come un uomo e doveva comportarsi come tale,ma soprattutto il nemico non doveva avere pietà per lei essendo femmina.Si distese lungo il letto,stando supina,pensava alla situazione che si stava creando tra lei e Nicolas.
Era sempre stato il suo compagno di squadra assieme a Jin e Aimee,da prima,avevano affrontato il Novizziato assieme essendo dello stesso anno,poi erano stati messi insieme a comporre una squada durante il periodo di Formazione.Avevano imparato a conoscersi,e contro le regole erano diventati amici,lasciandosi le premure tra di loro solo nei momenti in cui non erano osservati dagli altri Assassini.
Poi erano cresciuti e ogniuno di loro aveva scelto in base alle proprie capacità,il Grado e titolo di Assassino.Lei era stata scelta come Assassina D’ ombra,coloro che uccidono determinate persone assegnate ad una missione,Nicolas era un Assassino D’ Amaranto,coloro che nelle missione di assassinio scortano il Sicario e lo proteggono attaraverso la magia nera.Jin daotato di una forza e una stazza al difuori di tutti gli altri era stato scelto come Assassino di Ferro,colui che durante le missioni aveva il compito di distruggere tutto ciò che impediva il loro compimento ed infine Aimee,Assassina Croce,un elemento fondamentale,colei che attraverso la magia bianca curava i compagni in caso di ferite.La loro amicizia era molto forte,e nessuno aveva mai sospettato che esistesse fra i quattro.
Ma dopo aver passato i 15 anni,i loro corpi erano cambiati,le due ragazze erano diventate donne e fertili,e loro due uomini possenti e affascinanti.Presto si accorsero avvicenda di provare sentimenti più forti di una semplice amicizia,ma non potevano permetterselo.
Il loro Dio proibiva qualsiasi rapporto sessuale e non,solamente durante i Noviziati e in alcune occasioni era permesso che si toccassero in modo al di fuori del normale e solamente durante i loro balli sfrenati.
Ed era stato così quella notte.Davanti alla statua del Dio ai suoi piedi,lei e Nicolas avevano ballato sfrenatamente,strusciando i corpi come se si unissero,lui l’aveva toccata ovunque l’aveva stretta e baciata sul collo,poi lei aveva distaccato un attimo gli occhi da loro due e aveva visto l’amica nella sua stessa situazione con Jin,ormai era chiaro stavano andando oltre tutti e quattro.Ma lui l’aveva ripresia,le aveva portato le mani sui fianche muovendola a ritmo di musica.Anche gli altri stavano ballando sfrenatamente,i piedi che battevano a terra causavano grandi rimbombi che facevano tremare la montagana.
Nonostante avesse gli occhi aperti,rivedeva tutta la serata passarle davanti.Il suo petto si alzava e abbassava irregolarmente ancora eccitata per i baci dell’ amante.Poi chiuse gli occhi e riusci ad assopirsi.

Dhal sentì squotersi all’ improvviso.Spalancò gli occhi e vide il padre con in baraccio la sorella minore.Il suo viso era cupo e solcato da profonde incavatura di terrore.
“Che succede padre?”L’uomo lo fece sollevare poi disse:
“Ci attaccano”
Dhal non ebbe tempo di vestirsi,il padre lo trascinò assieme alla sorella nel sottosuolo che aveva scavato sotto l’armadio dei vestiti,in caso di attacchi nemici.
“Tu stai qui con tua sorella per niente al mondo uscite di qua,non muovetevi ne fate rumore quando tutto si sarà calmato vi verrò a prendere.”
“Ma padre..”Aveva tentato di obbiettare.
“No Dahal,tu devi vivere e stare con tua sorella e proteggerla…capito?”
“Si padre” Annui.La bambina lo abbracciò gridando il nome del padre che si allontanava da loro.
Tutto quello che udivano da la sotto era una gran confusine,gente che urlava di terrore di dolore,pianti di bestie trucidate,scalpicci e rumori di spade.
Si appiatti a terra coprendo con tutto se stesso la sorella.Ad un certo punto,nella stanza iruppe la madre.Era tutto buio,tranne quella fessura che gli pemetteva di respirare.
“Chi siete? Cosa volete?Qui non c’è niente….”Dahl si affacciò alla fessura.I suoi occhi videro tre figure nella stanza,quella della madre e quella di due uomini in nero.Di loro,si intavedevano solo gli occhi,dai buchi delle loro maschere nere.La figura più bassa,non esitò un istante trafisse la donna squarciandole in due lo sterno.Calde lacrime gli scesero rigandogli il viso.Spinse la sorella oltre la fessura per non permetterle di vedere la madre morta.Ma troppo provato non vi riusci.
“Madre..”Le tappò la bocca.L’ uomo più alto prese a frugare ovunque.Forse cercavano qualche cosa.Forse cercavano loro due.
La figura piu piccola,si avvicinò a loro,vide i suoi calzari sopra di loro,poi due occhi claciali.Sobbalzò.Li avevano trovati.Era finita sarebbero morti.
“Ferro”Dissero quegli occhi chiari come il cielo,un voce gutturale come metallizzata chiamò una  alta figura.I passi erano pesanti.
“Sposta questo armadio…subito e infretta…”Ordinò.
L’uomo con forza brutale spostò l’armadio che copriva la botola solamente con un mano sollevandolo e sbattendolo rumorosamente all’altro capo della stanza.
Poi con un pugno sfondo la botola nel pavimento.Dhal coprì la sorella dalle schegge dilegno.Poi si senti sollevare e buttare a terra.In pochi secondi aprì gli occhi e vide quelle tre figure più nitidamete di prima.Erano in tre,coperti di nero da capo a piedi,per ogni centimetro di pelle che avevano.Una era molto bassa rispetto alle altre,uno di statura media e abbastanza in carne e l’ ultima era la più alta.
“Fatto!”Disse l’ uomo chiamato Ferro.
La figura più esile si avvicnò alla sorella di Dhal.Le toccò i capelli.
“Ma che bel fiorellino che abbiamo..Non vuoi vero che le accada qualcosa giusto?” Aveva mosso semplicemente la spalla destra e una lama le usci dagli avanbracci,puntandola al collo della bambina.
“Lasciala stare!!” Fece per muoversi ma si trovò costretto a terra trattenuto dall’ uomo dell armadio.
“Cosa credevi di fare pivello?”Lo intimò lui.
Quegli occhi azzurri lo guardarono.
“Dicci dove è il Bastone….E noi vi lasceremo in vita”Dahl fu sorpreso,non conosceva l’ oggetto che cercavano quei sicari.
“Amaranto!!!”Una quarta figura alta ancora meno del uccisore della madre entrò nella stanza avvicinandosi alla figura alta che continuava a cercare l’ oggetto.
“Croce,cosa succede”
“Siamo rimasti noi,i superiori stanno tornando,il Bastone non è qui…dobbimo andarcene subito….”
“Ombra!”L’uomo si avvicino a quello che teneva la sorella in puno.
“Si ho capito…peccato…”Diede un colpo netto tra capo e collo alla sorella così forte da farla svenira.
“Sysia!!!”Urlò lui avvicinandosi.
“Maledetto!!!”Si alzò ceracndo di colpire con un asse di legno la schiena della figura,al momento del colpo,un onda d’urto causata dall’ uomo chiamato Amaranto lo catapultò all’ indietro.Svenne per i colpo.
Sentì solamente i loro passi allontanarsi poi silenzio. Una parola, poi divampò il fuoco.Si sentì leggero e trascinare per i piedi,era fuori,aprì gli occhi e si sollevo.Il padre guardava la casa in fiamme.
“Sysia..Dove è Sysia?”
“Lei…è bruciata….”Scoppiò in lacrime.Poi sollevo la testa al celo che si stava rischiarando per l’alba in arrivo.Ai raggi del sole veide 4 Uccelli enormi e di differenri colori,poi una freccia colpì il padre,al cuore, proveniente da uno dei quattro uccelli.Si accasciò a terra piangendo e gridando.

Erano tornati da poco al Tempio.Stavano camminando per uno dei corridoi del 5 piano.Come sempre dopo le missioni dovevano fare rapporto.Entrarono dopo ave bussato alla porta del General.L’uomo era seduto sulla sedia della scrivania con i piedi distesi sul tavolo,colmo di scartofie.Era un uomo molto grande sia di statura che di fisico.Era calvo e aveva un pizzetto squadrato nero attorno alla bocca.
“Bene fate rapporto…ma siete in ritardo o sbaglio?”Disse con voce acuta e pungente.
“Signore,siamo in ritardo perchè le ricerche sono andate invane,il Bastoe non era li…”Il Generale si alzò.Andò difronte alla persona che aveva parlato.
“Aimee…”Le tirò un violento ceffone che le fece volare la maschera che la proteggeva.Sulla sua bocca si dipinse una scia di sangue.
“Hai sbagliato un altra volta…Il Dio ti ha dato la magia bianca perchè non hai qualità fisiche,se non la usi a dovere te ne tornerai da dove sei venuta e non è di certo il pardadiso mia cara…”
“Signore,eccellenza…”Disse una figura che si tolse la maschera.
“Vittoria…Piccola dolce Vittoria..”Disse accarezzandole il viso.
“Maestà,il Bastone non vi era,ma allo stesso modo,non ci sono superstiti,Nicolas ha dato  fuoco tutto e io ho ucciso chi ancora respirava…”
“Ottimo,meno sanno cosa stiamo complottando pima potremmo procedere con il nostro piano.”
“Signore,non c’erano oggetti di alcun valore in quel villaggio…”Disse Jin.
“Perfetto.Adesso potete coricarvi.”I quattro fecero per salutare con il pugno al cuore ma vennero bloccati.
“Ah!dimenticavo…Victoria sei dinuovo ammessa al tuo titolo da stasera,quindi sospendi ogni attività che avevi in programma o che ti era stata affidata,puoi tornare ad allenarti con i tuoi Maestri.”
“Si signore grazie infinitamente..”
“Nicolas e Jin,ottimo lavoro barvi,riguardo ad Aimee,domani avrai lezioni direttamente dal sottoscritto…ti vogli qui tra 3 ore.”
“Si”Affermò la ragazza pulendosi dal sangue.Poi salutarono e uscirono.
La guardava con rabbia,la sua mente contro tutta lei,che era la sua miglior amica.Camminavano verso le loro stanzae,scortate dai due amici.
L’aveva picchiata e non l’avevano aiutata o difesa,Nicolas,ma soprattutto Jin che era ciò che amava di più al disotto del suo Dio,erano rimasti inpassibili difronte a quell’uomo.
“Bè!Grazie ragazzi…sul serio non scomodatevi di difendermi la prossima volta…”Disse acida.
“Aimee,ragiona se ti avessimo difesa avrebbe sospettato che non seguiamo le regole e che tra noi quattro ci sono alcune emozione non perviste…”Si sentì inprovvisamente piccola.Aveva ragione,come sempre,lei aveva ragione.
“Scusa,è che ultimamente le cose stanno cambiando,la mia magia peggiora e vedo segni offuscati,così sbaglio i luoghi…”
“Dai,non ci pensare,domani è un altro giorno no?”Come non si poteva volere bene a Victoria,l’abbracciò svelta e saluto Jin baciandolo sulle labbra,poi salutò arrivata alla sua stanza e vi entrò.
Dopo poco giunsero a quella dell’altra compagna.Nicolas guardò Jin
“Si capito vado di guardia al mio amico angolino la…Notte bella”Disse lui sorridendo.
“Notte Ciccione..”
“Sè sè…”
Si voltò a guardare quegli occhi che trovava bellissimi ogni volta che vi si specchiava da quanto erano chiari.Le accarezzò una guancia.
“Sei stanca?”
“Solo un po.Grazie per prima.”
“Figurati ho svolto il mio dovere proteggere chi mi è superiore…E poi non permeto che nessuno ti tocchi…”Lei gli prese una mano.Era proprio piccola in confronto alla sua.Ma erano uguali erano le mani di chi uccide senza scrupoli.La strinse.
“Domani sei di nuovo con me…”
“Visto sei tornata un sicario come prima..”
“Già”Disse sorridente.
Le baciò il collo,sempre l’ unico punto che aveva visto in tutti quegli anni che la conosceva.
“Ma sotto,come sei?”Le chiese smorsto dalla sua pelle.
“Come sei tu sono viva..”La spinse contro la porta,più violento del solito.Chiuse gli occhi,poi,con la mano libera aprì la porta.Lei sentì il vuoto dietro la schiena,ma lui la sostenne.Non chiudendo la porta,la spinse fino al letto.Lei si lasciò trascinare .La sollevo in collo.Lei si attacco alla vita di lui con le gambe,poi la distese sul materasso.Prese ad accarezzarele le gambe,poi il petto in cerca di quella feminilità che vi era sotto la divisa da sicario.Lei strinse i suoi capelli castani morbidi tra le dita,poi lui sollevò il viso per guardarla.Le accarezzo una guancia,lei sollevò il collo e poggiò le labbra rosse sangue alle sua.Lui ricambio,le mani gli fremevano per la voglia di slaccare quelle cinghie dei vestiti,Poi Jin comparve alla porta.
“Nicolas…si avvicinano gli Albeggi…”Lui si staccò da lei.
“Ci si vede fra un po’…”Lei accenò ad un si.
“Nicolas..”Intimò Jin
“Arrivo…”
Si chiusero la porta alle spalle e corsero verso i loro allogi.Era rimasta distesa vestita sul letto,il profumo di lui si espandeva per la stanza,lo aspiro più che poteva poi si addormento pesantemente.

Dahl si risvegliò,aveva gli occhi che gli bruciavano,la mente ancora annebbiata dai ricordi mescolati,rivide per prima la morte della madre,il sangue sgorgare dallo squarcio nel petto,rivide quegli occhi glaciali e congelanti che lo fissavano con disprezzo come se fosse un uomo della peggior specie.Poi si ricordò della casa bruciante e del padre che adesso giaceva privo di vita a terra,mentre gli aveva detto che sua sorella era nell’ edificio e che non l’ aveva potuta salvare.Si alzò in piedi,poi si guardò attorno,il villaggio come la sua abitazione era stato bruciato.Prese a camminare all’ interno della via principale che un tempo era piena di vita e ora era diventata la tomba della gente che vi abitava.Le bestie dei recinti,vitelli,galline e cavalli erano stati sgozzati e privati di tutto il sangue.Sentire l’ odore di bruciato mesclarsi a quello del sangue lo costrinse in un conato di vomito,il suo stomaco non accettava ciò che era accaduto proprio come lui.
Presto si ritrovò in prossimità del confine del villaggio,segnalato da un muro che era stato distrutto,di esso erano rimaste solamente due colonne.Non era mai andato oltre la soglia,e se lo aveva fatto era stato quando da piccolo con la famiglia andavano nei parchi vicini a poche miglia dal villaggio per pic-nic.Mai si era avventrato oltre da solo,non conosceva le strade e nemmeno cosa ci fosse oltre la sua terra.
Si guardò le spalle,dietro di lui vi era lo scenario di morte,difronte la dispersioe totale.Pensò che  a lui non era rimasto niente,cosi si avventurò oltre la soglia.
Non sapeva da quanto tempo stesse camminando,le sue gambe ormai erano autonome,il suo cervello era come se non esistesse,non riusciva a ragionare,non capiva quanto tempo e giorni erano che stava avanzando alla cieca.
Solamemte una mattina,mentre attraversava una foresta molto fitta si accorse all’ improvviso alzando lo sguardo dai suoi piedi che ormai perdevano sangue dato che i calzari erano consumati,vide in lontananza una torre atla all’ incirca 5 piani,bianca come l’ avorio,e venne accecato dalla luce del sole che si rifletteva sul palazzo,tutto attorno l’aria sembrava in pace.
Riuscì ad arrivare difronte ad un enorme portone d’oro massiccio,poi i suoi occhi si appannarono e cadde a terra svenuto.
“Si stà risvegliando..”Disse una voce candida che Dahl non conosceva.Aprì lentamente gli occhi come se vedesse la luce per la prima volta,poi sul suo campo visivo comparve un figura,un viso angelico contornato da soffici boccoli biondi e due occhi limpidi verdi lo guardavano sorridenti.Quel viso gli diede una pace interiore che non aveva mai provato in vita sua.
“Come ti senti”Gli disse posandogli un pezzo di stoffa inbevuto d’acqua sulla fronte sudata.
“Dove sono?”Chiese con un filo di voce.
“Non ti preoccupare sei in un posto sicuro.”
“Per quanto ho camminato?E fin dove?”
“Ragazzo..a giuicare dalle ferite ai piedi per sette giorni,e sei arrivato quasi salvo fino al mio regno.Io sono Demetrha la regina del regno di Matrha nella Terra d’ Avorio,e sei svenuto d’avanti alla porta del mio capezzale.”
“Siete una regina…”
“Si”
“Il mio nome è Dhal,del villaggio del Karval,vicino alla montagna Nera.Ma adesso la mia città non esiste più è stata rasa al suolo..”
Lei sorrise.Cambiò l’acqua alla pezzola e la posò nuovamente sulla testa di Dahl.
“Non ti preoccupare,finche non ti rimetterai in forze,rimarrai qua,al termine della tua convalescenza spiegerai al Consiglio dei Saggi ciò che è accaduto a Karval.”
“Consiglio dei Saggi?”
“E’ una riunione che avviene nel mio regno,vi prendono parte tutti i reggenti delle sette terre,tranne ovviamente quello della Montagna di Fuoco o come chiamate voi Montagna Nera.Il Consiglio stabilirà cosa fare…”
“Quelle persone…”
“Non ora Dahl..devi riposare..”
“Si”Poi chiuse gli occhi e si riaddormentò.

SANGUE D’OMBRA E D’AMARANTO AMORE (3°PARTE)

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Erano seduti ad uno dei 160 tavoli che riempivano l’ enorme stanza deidicata alla menza al piano terra,li il caldo era quasi insopportabile,ma lo era sempre stato.

Vittoria guardava il piatto come se non ci fosse stato niente ettorno a lei.La sua mente vagava in un buio totale.

“Vittoria?”Si risvegliò sollevando lentamente i suoi occhi freddi sulla figura possente di Jin che la osservava con seria preoccupazione.

“Si?”

“Quello lo mangi?”

“No tieni..”Ormai non si stupiva più della voragine che Jin aveva al posto dello stomaco.

“Se non mangi niente prima o poi stari male…”Disse la voce di Nicolas accanto a lei.Lo guardò.In lei partì dallo stomaco un senzo di vuoto salirle fino alla bocca,come quando ti butti da una grande altezza e ti senti il cuore in gola.Ma quella sensazione era di puro piacere,di desiderio e ormai ci era abituata perchè le capitava tutte le volte che lo guardava.Lui vide accendersi ngli occhi di lei quella fiamma che lo faceva impazzire.Pensò che se fossero stati soli non avrebbe esitato a buttarla sul tavolo e a spogliarla per poi unire i loro corpi.

Ma riuscì a distogliersi da quel bellissimo e impuro pensiero che la setta non concedeva.

“Ragazzi respirate… maremma santa…”Jin li aveva fatti rinsavire,poi si era alzato per mostrare la macchia di carne unta sulla veste da combattimento che portava lo stemma della sua famiglia un incudine che veniva divisa in due da un Asca.Nicolas avrebbe voluto ridere,ma nella sala c’erani i maggiori,i maestri e tutti gli altri assassini.Si trattenne.Vittoria lo guardò come se capisse cosa avrebbe voluto fare,perchè sarebbe scoppiata anche lei volentieri in un riso.

“Ma che palle..ma succede sempre a me?”Si rimise seduto puntando i gomiti sul tavolo,e sbuffando.Poi da dietrò arrivò un voce.

“Forse perchè mangi come un ossesso ti finisci sempre per macchiare come un lattitante…”Disse Aimee sedendosi al tavolo accanto all’ amante.Vittoria sottovoce rispose.

“Semmai Aimee volevi dire lattante e non latitante..”Nicolas non riuscì a trattenere un ghigno di rista,i volti degli altri Assassini lo osservarono subito.Nicolas si riprese facendo finta di tossitre.

“Scusate..era il pane..”Si voltarono.

Presero anche loro a mangiare,dovevano se non volevano svenire durante gli allenamenti.

“Come stà andando la le zione con Geppetto?Volevo dire con il Generale…”Chiese Jin a Aimee.

“E’ snervante…Mi stà facendo rifare tutte le magie e gli studi che facevo al primo grado da novizia…”Vittoria addentò una coscia di pollo.

“Bè,normale se stai sbagliando i luoghi delle misioni che ci affidano e che portiamo a termine solo per culo..”

“Jin!”Lo rimproverò Aimee.

“Ohoo!Che barba..si per culo,ano,deterano,deltoide come lo vuoi chiamare sempre culo è stato!”

Aimee sospirò,perchè sapeva che lui aveva ragione.Era solamente per colpa sua se non avevano raggiunto i luoghi delle missioni in tempo,ed era solo grazie a Vittoria e Nicolas ma anche a Jin stesso che riuscivano sempre in ciò che gli veniva ordinato.

Dal fondo della stanza una voce possente di un uomo che si era alzato in piedi disse:

“Ascoltatemi tutti..Da oggi inizieranno i primi giorni di addestramento dei Novizi.I maestri saranno impegnati con loro,quindi,quelli di 4 Grado dovranno allenarsi per conto loro,non saranno affidate nessuna missione per i prossimi 4 giorni,per far capire ai nuovi arrivi come ci si comporta nella Dimora,quindi i più grandi diano il buon esempio.Stasera ci sarà un preghiera speciale al nostro Dio in modo che possa portare un buon augurio per i più piccoli di noi.Quindi dopo il tramonto vi voglio tutti qui.Ora uscite dalla sala e riempite il vostro tempo.Che Vexon sia con Voi!”Urlò come sempre l’ ultima parola che stava a significare,che tutti dovevano alzarsi in piedi e fare il saluto.I bambini delle file primarie copiarono gli Assassini più grandi poi tutti si dissoldero dalla stanza.

“Io vado,sennò chi lo sente il Generale!”Disse Aimee guardandosi attorno per poi baciare Jin.

Jin la guardò allontanarsi.

“Non posso credere che quel gressino di figliola stia con un colosso come me”Disse accarezzandosi la pancia piena.Nicolas lo prese sotto collo e disse:

“Stai attento quando te la porti a letto..sennò fai lo stracchino..”Vittoria sorrise e disse perendendo le parti della compagna.

“Lo sapete che è fatta così,è sempre stata la più gracile di tutto i nostro anno..”

“E di quelli prima”Continuò Nicolas.

“Ma anche della Dimora intera…”Finì Jin.

“MMMH!Si è vero…”Ammise Vittoria.

“Dai ragazzi andiamo a smaltire tutto ciò che abbiamo mangiato…”Disse Jin riferendosi agli allenamenti.Nicolas ruotò gli occhi all’ indietro.

Poi presero la via verso il giardino centrale.

Nicolas chiuse gli occhi,stese d’avanti a se la catena di perle che cadde dalla sua mano rimanendvi atorcigliata.Il pendolo attaccatovi brillò hai raggi del sole che filtarva grazie ad una magia della Suprema Guardia Assassina,un mago di altissimo livelllo che tempo addietro,aveva eretto una barriera per far filtrare i raggi del sole fino all’ interno e far crescere anche in quel posto una parte di verde.

Si concentrò al massimo.Sentiva con l’ udito ampliato da quella stessa catenella ogni minimo rumore.Quei boati era il chiaro segno che Jin lo stava per attaccare. Jin lo vedeva d’avanti a se,ereggersi in tutta la sua altezza il fisico scolpito che si intravedeva da sotto quella tuta attillata a collo alta nera.Aveva gli occhi chiusi e aveva steso il pendolo che chiamava “Rosario” per scerzare.Prese a correre più veloce che poteva e pian piano vide avvicinarsi a Nicolas.Poi sollevo sulla spalla la pesantissima Asca d’ oro che brillo,lucida come se fosse il sole stesso,la levò in aria e colpì il compagno.Sentì l’aria sibillare vicino a lui,aprì gli occhi di scatto e liberò la sua energia tutto attorno fondendo l’aria con essa e creando una barriera che lo protesse dal colpo dell’ asca.Non la sentì nemmeno arrivare,si sentì sollevare da terra dopo che gli avevano afferrato l’altro barccio quello privo di catena.Si ritrovò a terra.Aprì gli occhi rialzandosi.Tutti e due stavano d’avanti a lui,che estese nuovamente la catena chiudendo gli occhi e lasciandola pendere.Jin paritì per primo come sempre,ma con più foga di prima tant è che urlò per la forza del colpo sferrato.Aprì gli occhi e accadde la stessa cosa.Ma quando Jin attacco si spostò di lato e dietro di lui comparve lei,quella luce negli occhi lo fece avvampare.Si era nascosta dietro le spalle dell’ amico e adesso era saltata in alto,e lui l’aveva segiuta con lo sguardo fino a rimanere accecato dalla luce artificiale del sole che lo costrinse a portarsi entrambe le mani al volto.Poi le estrasse la spada dalla spalla ,e prese ad attaccarlo con colpi precisi e rapidi.Non si faceva scrupoli di ferirlo e più volte vide i suoi guanti strapparsi in ferite piccole ma profonde.Ora stava d’avanti a lui con l’ arma tesa sul viso,quel sorriso bellissimo,che trovò irresistibile.Questa volta fu lui ad attaccare,si avvicinò correndo velocissimo a lei che si mise in parata.Al momento dell attacco Nicolas scagliò un pugno infuocato da una fiamma nera che lei parò ponendo il barccio con la lama per orizzontale.Di li si sussegirono dei colpi corpo a corpo.Jin era fermo da una parte e aveva posato l’arma a terra.

“Ecco che ricominciano…”Sospirò portandosi la mano al fianco.

Nicolas,attaccava con tutta la magia che conosceva,prima o poi lei avrebbe dovuto cedere.Ma era quello che più lo preoccupava lei non cedeva.Ad ogni attacco era come se diventasse sempre piu forte in difesa.Alla fine decise di sferrare un ultimo colpo,preparò il pugno come aveva scagliato il primo,lei si parò allo stesso modo,ma lui si abbassò di scatto prendendole le attaccature delle ginocchia e buttandola a terra per poi montarle a dosso e bloccarle gli arti.

“Appunto…”Si sentì dal fondo campo.

Affannosamente si guardavano con i battiti del cuore piu veloci che mai.I suoi occhi verdi erano pienamente soddisfatti,e lei amava quello sguardo sicuro,Lui la guardo il petto che si alzava e al momento dell’ispirazione lasciava intavedere la forma dei seni.Si abbassò sfiorandole la bocca rosso sangue.Poi vi premette contro le sua per qualche secondo.Furono interrotti da Jin che arivò schiantandosi su di luoro e gidando.

“Geppetto!!!!”I due capirono che era arrivato il generale.

Piano,Jin si alzò in piedi reggendo la pesante asca.Nicolas si alzò per secondo porgendo una mano a Vittoria che l’ afferrò,la tirò a se.

“Molto bene…Scusate se disturbo i vostri allenamenti,ho da parlarvi di certe cose,in privato.”Disse muovendo gli occhi a destra e a sinistra.

I tre si guardarono attorno,lo scontro aveva riscosso le attenzioni di molti Assassini.

“Seguitemi”Li intimò il Generale,e fece strada per dirigersi nella sala delle Armi.

Gunti li prese a parlare seriamente.

“Parecchie notti fà,vi avevo affidato la missione di cercare un particolareBastone,che pareva si trovasse al villaggio di Karval,secondo le visioni di Aimee,che si sono rivelate false,e ci sono costate in utile fatica.Questa volta spero che ciò che è riuscita ha vedere si il luogo esatto.”Si mise a girare attorno alle statue degli Asassini più illustri.

“Quello che cerco di dirvi è che stasera stessa,dopo la Preghiera partirete…Vi affido una missione che non dovrete rivelare agli altri della Dimora.”Jin posò l’asca a terra che provocò un tonfo che riecheggio per tutta la stanza.Nicolas fu il primo a parlare.

“Signore,dove è il luogo?”Il Generale stava per rispondere alla domanda quando Vittoria lo sorpassò con la voce.

“Sua eccellenza,mi dispiace interromperla.La prima volta abbiamo accettato la missione senza sapere cosa si questo Bastone,e il motivo per cui la Setta lo stia cercando.Abbiamo distrutto un villaggio intero,e molti di noi sono morti invano.Non ho intenzione di rifare la stessa cosa,non senza saperne il motivo,non ho vogli di vedere un compagno morire senza uno scopo preciso.Quindi cosa è il Bastone che cercate?”Il Generale accarezzò il viso della donna,la sua pelle era morbida come la seta,mentre le sue mani erano ruvide e consumate,quasi oliose di sudore.Si sentì schifata da quel gesto,ma rimase inpassibile.Nicolas strinse la mano in un pugno,si sentì lo scricchiolio dei guanti.Jin lo afferro per un braccio intimandolo di non fare niente di avventato.

“Come sempre la mia Bellissima Vittoria,pone domande alle quali non posso rispondere,mi dispiace piccola,ma questa volta dovete semplicemente eseguire gli ordini senza sapere niente.Ciò che farete lo farete per il vostro Dio Vexion e ciò vi basti.Ricordate il sapere troppo porta alla morte e alla esiliazione…”Il Generale poggiò le sue mani sulle spalle di Jin che senti un peso incredibile.

“Se ho scelto voi per questo incarico è perchè mi fido,e anche per il fatto che siete gli Asassini più dotati e forti che ci siano nella Dimora.”

Il silenzio scese tra di loro.

“Accettiamo!”Nicolas spalancò gli occhi non credendo alle parole di Vittoria.Jin scosse il capo.Il General sorrise sadico.

“A patto…Che Aimee venga con noi,e che se troviamo ciò che la Setta cerca lei ci dirà tutto…”Il Generale tornò serio.Poi sospirò.

“D’accordo…assecondo le vostre richieste.”

“Bene”

Nicolas non riusciva a capire ancora a cosa stesse mirando Vittoria.

“Dove dovremo andare?”Chiese Jin all’ improvviso.

Il generale mostrò loro il luogo esatto su di una cartina appesa alla parete.

“Dovrete cercare il Bastone…all’ interno del Palazzo d’Avorio…”Nicolas scosse la testa velocemente innervosendosi.

“E’ inpossibile,è la sede del Consiglio dei Signori,vi regna la Regina Demetra,sarà sorvegliatissimo,in quattro non riusciremo a batterli tutti…”

“Sono sicuro che ci riuscirete…”Poi mentre stava uscendo dalla stanza lasciandoli perplessi disse:
“Stasera vi sarà la preghiera,poi partirete…Prendete i Draghi,Vittoria tu sei il Leader,deciderai la tattica…ci vediamo stasera che Vexon sia con voi.”E sparì oltre la soglia.

Scritto da: Ilaria Vensi

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16 risposte a “Invia una storia

  1. ciao ilaaaa…è molto carina qst storia cm tutte quella k hai semre scritto ed è 1 peccato k tu l’abbia finita cosi spero propio continuerai a scrivere cosi io continuerò a leggere m mancano tanto le storie k facevamo..anzi x meglio dire tu eri la testa k pensava tutto e io il braccio k mettera in pratica le tue idee + folli e i fumetti k c sn fatti..sai ieri qns rimettevo camera ho pure trovato la caricatura d bartolomeo ke fa”le vuoi?” te la ricordi? ispirata a naruto…è favolosa te la porterò qnd s torna a scuola..cmq ok direi k cm commento ho scirtto anke troppo..ciao bellissima t amo d bene…anzi no..t amo propio!! 1 bacione a giovedi a scuola xke mercoledì nn vengo

  2. Ciao Marco…non so se avrai mai letto la storia che hai gentilmente pubblicato per me.Pensavo che sarebbe piaciuta e che grazie a te avrei cominciato un piccolo cammino verso il mio futuro…però adesso non ci sei più e l’ultima volta che ti ho visto è stata alla mia festa,grazie per essere venuto.Sotto il sellino del tuo scooter è rimasto un mio disegno,non so se lo riavrò mai indietro ma non mi importa quello che vorrei riavere sei tu,mi manchi già tantissimo. La tua bambolina Ilaria.

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